Gita a Tortona

Tortona01.jpgUDITE, udite… 

Andiamo a Tortona alla scoperta del divisionismo. Una parola da aggiungere alla nostra conoscenza? Un tassello nella Storia dell’Arte?,

All’alba, il Ticino nero con chiazze d’argento striate di rosa cupo in lunghe pennellate; come un preludio alla mostra.

Un pullman completo.

Sosta ad Alessandria, nella cittadella militare tristemente svuota, oggi, della sua ricca storia. ALESSANDRIA, incrocio di popolazioni dalle origini così diverse ma così unite nel destino. Così illustrata dal nostro presidente.

Inconsapevoli, si fa rota su Tortona che appare mestamente triste. Un unico palazzo salvato dal  furore del modernismo degli Anni ’20 a proteggere le tele dei locali concittadini, protagonisti di una ricerca unica. Può al primo sguardo sembrare “naif”: solo coll’addentrarsi nella visita si coglie l’incredibile profondità di una tecnica unica; qui come un grido per richiamare l’attenzione del distratto passante, che ne viene colpito in pieno.

Banali, non lo sono di certo questi dipinti, dall’approccio quasi umile. Per fortuna salvati da mecenati competenti.

GRAZIE DAVIDE, GRAZIE UNITRE!

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Gita a Rovigo

Visi riconosciuti, nel chiarore della luce dorata che illumina i pendii innevati: si parte, ROVIGO.

Pioviggina, si sorride per vie senza interessi alla ricerca di un ristoro, dietro vetri scuri ammiccanti inviti di chi ha trovato un approdo. Persone del gruppo mi tolgono dal momentaneo isolamento. Un bicchiere, una polenta con baccalà, la gita prende senso.

Si può aspettare. L’incognita di una mostra.

Visita

Programma: ARTE E MAGIA.

4cbc7e08-c86d-4577-a7d0-3b2f8cd42459_large.jpgMaghi, streghe, soprannaturale nell’arte: “la renaissance de l’occultisme“. Troppo facile passare dal cavallo al jet, senza gustare “l’orient express“. Pretendere un ponte dall’impressionismo all’astratto senza il LYBERTY.

Quando per guadare quell’abisso dell’ermetico simbolismo all’astratto, ci vuole un’iniziazione: il percorso di questa mostra.

L’OTTOCENTO italiano è meno contagiato, la sacralità delle foreste e dei suoi miti fanno parte delle leggende nordiche; l’Italia ha altre radici.

Il Simbolismo è ovunque.

Mentre la Letteratura non conosce frontiere. L’Occulto, come le altre arti, richiedono una profonda iniziazione, senza la quale si rischiano abbuffate e ubriacature senza lieto fine.

Il nostro Presidente non conosce barriere, illudendoci di seguirlo nelle sue orme. Però, con la sua magia siamo entrati nelle più “segrete società chiuse” senza iniziazione. Rimane a noi approfondirne la conoscenza per apprezzare sia PROUST sia D’ANNUNZIO. Ci sembreranno accessibili senza addentrarci nel (là-bas de) HUYSMAN.

La magia della fotografia catturando gli spettri ci  avvicinerà all’intelligenza artificiale (anelli dopo anelli, si restringe la coscienza della mia ignoranza).

Le streghe, superficialmente leggende per bambini, ci portano dal “fil rouge” del nostro programma di questo anno a Natale. Complimenti a chi ne ha tracciato il cammino.

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Alla scoperta dell’Arte contemporanea

Insolitamente pieno di macchine, dal parcheggio dell’Abbazia emergono ombre attirate dai fari di un grande autobus. Gruppeti, sollevati da mormorii più forti col rischiarare del cielo anche se l’aria invita a ripararsi all’interno del mezzo. Si parte, le faccia per nulla marcate dal risveglio prematuro s’illuminano alla voce del presidente che distilla il programma nei tunnel.

Una frenata, ci siamo. Breve camminata fino alle vetrate dell’ingresso di un museo dall’architettura scontata, lo scompiglio regolato dalla faticosa scalinata che sbuca sulla parete da dove si protendono allo sguardo le sorprendenti opere che il presidente dopo varie didascalie pretende di farci capire.

La mente supera l’occhio? I più coriacei ci provano.

Le opere selezionate per la progressione della conoscenza vengono dissezionate davanti a noi..

Il docile gruppo tentenna il capo ma aiutato dalla fame organizza l’abbandono dei Dada.

La pioggia accompagna la visita della città vecchia che col passare delle ore diventa vivace, allegra e colorata, inaspettatamente per una provinciale cittadina svizzera tedesca. I mie pregiudizi al vento. La neve rende il ritorno melanconico dopo le pugnalate al cervello.

Una gita che lascierà dei segni.

Grazie, Christiane

Un saluto a Verona

Partenza colla luce, si prospetta una bella giornata.

Un saluto breve a san Zeno. Colorato romanico. Molto raro.

Si passa il ponte e già siamo sulle mura rosa e tutta rosa di mattoni e di marmo la citta si offre a noi con la sciarpa fangosa dell’Adige.

Il museo apre le sue porte. Sorpresa, il primo sarcofago romano del museo è di san Bacco, rileggo la targhetta, sì proprio san Bacco.

Ne vedremo delle belle oggi, col presidente in gran forma.

Le Madonne del latte abbondano con relativi simboli: la quaglia, il cardellino e i garofani.

Prima di salutare la città la visitiamo, non tutta, ma quasi… a piedi.

Gita primaverile di Fine Anno

Le ore passeranno più in fretta.

Nel pullman solo visi già incontrati, è rassicurante stare tra conoscenze nel breve percorso per raggiungere la meta: il Sacro Monte di Varallo Sesia.

Il tempo mogio non svela il panorama ma invita a seguire al riparo dell’aria frizzante le nostre guide. Il presidente ha diviso la visita con 3 temi presentati a tre (un’innovazione) con Sergio e Paolo.

La nascita dei luoghi sacri nella storia del mondo (preparazione alla visita) illustrata dal Direttore dei Corsi (Paolo Marchetti), il loro perché e il renderli una Gerusalemme raggiungibile. Storico di questo pellegrinaggio, ci invita ad apprezzarne l’illustrazione unica in 45 scenografie bibliche, episodi della vita di Cristo e soprattutto scene bibliche con personaggi a grandezza naturale realizzati in legno o terra cotta dipinta con realismo. Per ricordare, con una grandiosa messa in scena da illustri protagonisti dell’Arte dell’epoca (dal 1456 fino all’Ottocento).

L’epopea della religione cristiana.

Una Gardaland d’epoca.

Sergio Carrabelli in una lettura di brani, testimonianze lasciate sui libri delle osterie e di diari di viaggiatori attratti dalle tradizioni o dalle vie millenarie tra i paesi non che dai pellegrini.
Ci ha offerto una vera commovente  sorpresa…

Finalmente il Presidente ha presentato l’opera di Gaudenzio Ferrari  noto nella zona ma non avendone che raramente varcato i confini era sparito dalla storia dell’Arte. Oggi  tardivamente riscoperto.

L’atteso pranzo (con sorpresa del compleanno della preziosa Carla) ha soddisfatto i più esigenti. Dopo la vertiginosa discesa per raggiungere a valle la chiesa di Varallo, dal paese la collina del sacro Monte appare più vicina, ancorata alle pareti scoscese dei  pendii tappezzati di foreste scure nella loro incombente pericolosità verticale. A valle tra  i pendii stretti sugli scogli un rumoroso Sesia ora si allarga nel chiaro del suo letto.

Da Varallo alla parete verticale dei monti maestosi accessibili da una funivia ora.

Una gita che invita alla riflessione sul tempo e sulla trascendenza della nostra vita.

Van Gogh: ma chi sei?

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Il 22 febbraio abbiamo fatto un incontro molto interessante: ci è stato presentato il vero Vincent van Gogh. Dopo una visita alla sempre piacevole città di Vicenza, con le sue meraviglie come Palazzo Chiericati -opera del Palladio- e il più famoso Teatro Olimpico -sempre firmato da Andrea Palladio- siamo entrati nella mostra dedicata al genio olandese nella prestigiosa cornice della Basilica Palladiana.

La mostra è stata firmata da un nome importante del panorama artistico italiano: Marco Goldin. Il curatore può essere annoverato tra i maggiori esperti di Van Gogh ed è riuscito a realizzare qualcosa di straordinario: ha portato in Italia una quantità impressionante di disegni. A causa dello scarso interesse del pubblico e della loro grande delicatezza, di solito si preferisce custodirli gelosamente e si evita anche di esporli nelle sale dei musei a cui appartengono. Ciò può farci capire l’enorme lavoro che ci sia stato dietro a questa mostra e il suo incredibile valore.

thumb-1920-448510Il disegno è il primo passo che si compie per la realizzazione di un’opera. Grazie alle linee di carboncino o matita tracciate dall’artista sul foglio possiamo notare tutta la sua arte, la sua poetica del disegno e la sua abilità. Il colore -che compare solo successivamente- copre tutto il lavoro svolto precedentemente e spesso la nostra percezione dell’artista viene anche deviata e artefatta a causa sua.

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Tutti noi abbiamo letto articoli che parlano di van Gogh in modo molto duro. Qualcuno ipotizza che facesse un uso pesante di droghe, altri gli attribuiscono problemi psichici impossibili da curare, altri ancora lo denigrano come un semplice artista autodidatta privo di un particolare dono per il disegno.

Dopo aver visitato la mostra ci siamo resi conto che alcune di queste affermazioni sono assolutamente tendenziose e partono -erroneamente- dalla visione esclusiva delle sue ultime opere -dai quadri, per intenderci. Il tratto di van Gogh è pulito, preciso ed egli è un profondo conoscitore della prospettiva e delle tecniche del disegno. Alcuni dei suoi disegni che poi si trasformeranno nei più famosi quadri mostrano una forza che sembra attenuarsi quando si usa il colore ad olio.vangoghmuseum-d0378V1962-3840

Il disegno segmentato, con il colore applicato sulla tela con piccole pennellate, non è la caratteristica principale di questo artista -anche se lo conosciamo soprattutto per questo motivo. La sua pittura è il risultato delle sue ricerche. Le energie, la creazione continua del Creato -Van Gogh è figlio di un pastore protestante e ha alle spalle studi di teologia-, le prime teorie fisiche affinate dai nuovi strumenti hanno fatto sì che questo artista dipingesse le forze che creano la Natura e non la Natura stessa. Sarà un piacere poter approfondire la sua conoscenza in qualche attività futura presso la nostra UNITRE.

Una delle sue opere indubbiamente più conosciute è “I mangiatori di patate”. Il quadro è impressionante, i protagonisti sono scavati dal tempo e dal lavoro. L’ambiente grigio, scuro e fumoso rischiarato dalla lampada appesa al soffitto sembra essere in perfetta sintonia con la mentalità protestante: l’ambiente in cui viviamo è lo specchio del nostro Io. Se il quadro è di forte impatto, il disegno lo è maggiormente; le parole sono superflue di fronte a delle vere opere d’arte. Anche se è solo una riproduzione, è meglio osservarla, ve la pubblico qui di seguito.

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