Il mughetto del Primo Maggio

QUEST’ANNO SOLO CHI LO COLTIVA AVRA “FORTUNA”???
IL CORONA VIRUS L’HA ABOLITO
Ma nei boschi continua a fiorire e celebrare la primavera.
Ricorderò le tradizioni:
Apollo ne tappezzava il suolo affinché le Muse potessero camminare
I romani l’attribuirono a Flora
I celti per l’arrivo della primavera
La storia per tradizione l’attribuisce a Charles IX che ne diffuse l’uso come porta fortuna
Forse è Caterina de Medici che a Fontainebleau ne offri al principe Borghese un mazzolino colto da lei nella foresta vicina come “porta-fortuna” per i loro negoziati.
Con circostanze varie in Francia
Lacrime della vergine
Fiore all’ occhiello per sostituire la rosa rossa o la gardenia
Emblema di Christian Dior
Base “du bouillon de onze heure” nei polard o primi gialli
Tutta la pianta non e solo tossica ma può essere mortale (vedere le ricette)
Per essere “porta fortuna” lo stelo deve portare 13 fiori
In Francia se ne commerciavano 60 milioni di steli che quest’anno sono stati contagiati.
A tutti, buon 1° maggio!

Dopo “Misericordia”

Senza cambiarmi d’abito, prendo il pullman.

Cosa mi aspetto da un palcoscenico senza sipario, buio e nudo?

Senza cambio d’abito, ascolto i sussurri incomprensibili tra i protagonisti e ne indovino la misera vita.

Senza cambiare d’abito ricordo una Biennale con opere che sono spazzatura o montagne di patate, allora dovevo cambiarmi o c’era da capire il nuovo?…  E poi, non posso appendere a casa un mucchio di patate!

Dove sono andate le 3 unità aristoteliche in voga da 2500 anni?

Il Pinocchio di oggi ha fatto cambiare d’abito, dopo 150 anni, il povero Collodi.

Io, ignara, assisto a questo cambio d’abito, anche se con una strizzatina d’occhio la scena  della plastica mi porta alla modaiola attualità.

Vorrei andare a cambiarmi d’abito ma capisco che non ne ho più il tempo: vicino a me c’è chi piange…

Gita a Tortona

Tortona01.jpgUDITE, udite… 

Andiamo a Tortona alla scoperta del divisionismo. Una parola da aggiungere alla nostra conoscenza? Un tassello nella Storia dell’Arte?,

All’alba, il Ticino nero con chiazze d’argento striate di rosa cupo in lunghe pennellate; come un preludio alla mostra.

Un pullman completo.

Sosta ad Alessandria, nella cittadella militare tristemente svuota, oggi, della sua ricca storia. ALESSANDRIA, incrocio di popolazioni dalle origini così diverse ma così unite nel destino. Così illustrata dal nostro presidente.

Inconsapevoli, si fa rota su Tortona che appare mestamente triste. Un unico palazzo salvato dal  furore del modernismo degli Anni ’20 a proteggere le tele dei locali concittadini, protagonisti di una ricerca unica. Può al primo sguardo sembrare “naif”: solo coll’addentrarsi nella visita si coglie l’incredibile profondità di una tecnica unica; qui come un grido per richiamare l’attenzione del distratto passante, che ne viene colpito in pieno.

Banali, non lo sono di certo questi dipinti, dall’approccio quasi umile. Per fortuna salvati da mecenati competenti.

GRAZIE DAVIDE, GRAZIE UNITRE!

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Gita a Rovigo

Visi riconosciuti, nel chiarore della luce dorata che illumina i pendii innevati: si parte, ROVIGO.

Pioviggina, si sorride per vie senza interessi alla ricerca di un ristoro, dietro vetri scuri ammiccanti inviti di chi ha trovato un approdo. Persone del gruppo mi tolgono dal momentaneo isolamento. Un bicchiere, una polenta con baccalà, la gita prende senso.

Si può aspettare. L’incognita di una mostra.

Visita

Programma: ARTE E MAGIA.

4cbc7e08-c86d-4577-a7d0-3b2f8cd42459_large.jpgMaghi, streghe, soprannaturale nell’arte: “la renaissance de l’occultisme“. Troppo facile passare dal cavallo al jet, senza gustare “l’orient express“. Pretendere un ponte dall’impressionismo all’astratto senza il LYBERTY.

Quando per guadare quell’abisso dell’ermetico simbolismo all’astratto, ci vuole un’iniziazione: il percorso di questa mostra.

L’OTTOCENTO italiano è meno contagiato, la sacralità delle foreste e dei suoi miti fanno parte delle leggende nordiche; l’Italia ha altre radici.

Il Simbolismo è ovunque.

Mentre la Letteratura non conosce frontiere. L’Occulto, come le altre arti, richiedono una profonda iniziazione, senza la quale si rischiano abbuffate e ubriacature senza lieto fine.

Il nostro Presidente non conosce barriere, illudendoci di seguirlo nelle sue orme. Però, con la sua magia siamo entrati nelle più “segrete società chiuse” senza iniziazione. Rimane a noi approfondirne la conoscenza per apprezzare sia PROUST sia D’ANNUNZIO. Ci sembreranno accessibili senza addentrarci nel (là-bas de) HUYSMAN.

La magia della fotografia catturando gli spettri ci  avvicinerà all’intelligenza artificiale (anelli dopo anelli, si restringe la coscienza della mia ignoranza).

Le streghe, superficialmente leggende per bambini, ci portano dal “fil rouge” del nostro programma di questo anno a Natale. Complimenti a chi ne ha tracciato il cammino.

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Alla scoperta dell’Arte contemporanea

Insolitamente pieno di macchine, dal parcheggio dell’Abbazia emergono ombre attirate dai fari di un grande autobus. Gruppeti, sollevati da mormorii più forti col rischiarare del cielo anche se l’aria invita a ripararsi all’interno del mezzo. Si parte, le faccia per nulla marcate dal risveglio prematuro s’illuminano alla voce del presidente che distilla il programma nei tunnel.

Una frenata, ci siamo. Breve camminata fino alle vetrate dell’ingresso di un museo dall’architettura scontata, lo scompiglio regolato dalla faticosa scalinata che sbuca sulla parete da dove si protendono allo sguardo le sorprendenti opere che il presidente dopo varie didascalie pretende di farci capire.

La mente supera l’occhio? I più coriacei ci provano.

Le opere selezionate per la progressione della conoscenza vengono dissezionate davanti a noi..

Il docile gruppo tentenna il capo ma aiutato dalla fame organizza l’abbandono dei Dada.

La pioggia accompagna la visita della città vecchia che col passare delle ore diventa vivace, allegra e colorata, inaspettatamente per una provinciale cittadina svizzera tedesca. I mie pregiudizi al vento. La neve rende il ritorno melanconico dopo le pugnalate al cervello.

Una gita che lascierà dei segni.

Grazie, Christiane

Un saluto a Verona

Partenza colla luce, si prospetta una bella giornata.

Un saluto breve a san Zeno. Colorato romanico. Molto raro.

Si passa il ponte e già siamo sulle mura rosa e tutta rosa di mattoni e di marmo la citta si offre a noi con la sciarpa fangosa dell’Adige.

Il museo apre le sue porte. Sorpresa, il primo sarcofago romano del museo è di san Bacco, rileggo la targhetta, sì proprio san Bacco.

Ne vedremo delle belle oggi, col presidente in gran forma.

Le Madonne del latte abbondano con relativi simboli: la quaglia, il cardellino e i garofani.

Prima di salutare la città la visitiamo, non tutta, ma quasi… a piedi.

Gita primaverile di Fine Anno

Le ore passeranno più in fretta.

Nel pullman solo visi già incontrati, è rassicurante stare tra conoscenze nel breve percorso per raggiungere la meta: il Sacro Monte di Varallo Sesia.

Il tempo mogio non svela il panorama ma invita a seguire al riparo dell’aria frizzante le nostre guide. Il presidente ha diviso la visita con 3 temi presentati a tre (un’innovazione) con Sergio e Paolo.

La nascita dei luoghi sacri nella storia del mondo (preparazione alla visita) illustrata dal Direttore dei Corsi (Paolo Marchetti), il loro perché e il renderli una Gerusalemme raggiungibile. Storico di questo pellegrinaggio, ci invita ad apprezzarne l’illustrazione unica in 45 scenografie bibliche, episodi della vita di Cristo e soprattutto scene bibliche con personaggi a grandezza naturale realizzati in legno o terra cotta dipinta con realismo. Per ricordare, con una grandiosa messa in scena da illustri protagonisti dell’Arte dell’epoca (dal 1456 fino all’Ottocento).

L’epopea della religione cristiana.

Una Gardaland d’epoca.

Sergio Carrabelli in una lettura di brani, testimonianze lasciate sui libri delle osterie e di diari di viaggiatori attratti dalle tradizioni o dalle vie millenarie tra i paesi non che dai pellegrini.
Ci ha offerto una vera commovente  sorpresa…

Finalmente il Presidente ha presentato l’opera di Gaudenzio Ferrari  noto nella zona ma non avendone che raramente varcato i confini era sparito dalla storia dell’Arte. Oggi  tardivamente riscoperto.

L’atteso pranzo (con sorpresa del compleanno della preziosa Carla) ha soddisfatto i più esigenti. Dopo la vertiginosa discesa per raggiungere a valle la chiesa di Varallo, dal paese la collina del sacro Monte appare più vicina, ancorata alle pareti scoscese dei  pendii tappezzati di foreste scure nella loro incombente pericolosità verticale. A valle tra  i pendii stretti sugli scogli un rumoroso Sesia ora si allarga nel chiaro del suo letto.

Da Varallo alla parete verticale dei monti maestosi accessibili da una funivia ora.

Una gita che invita alla riflessione sul tempo e sulla trascendenza della nostra vita.

Medea, cosa si trova di lei nell’edizione del Piccolo cosa si trova della tragedia di Euripide?

 

Da persona semplice non è certo il fatto che sia un uomo ad interpretare Medea (cosa normale nel teatro greco), ma la trasformazione di una regina-maga in una donna banale nella quale si può riconoscere con i suoi miseri difetti qualunque popolana. Questo lavoro non  rende giustizia  a una opera magistrale e non mi è piaciuta. Potrei citare tanti episodi per correlare il mio pensiero. Mi piacerebbe un dibattito  su l’interpretazione di Euripide che per me esprime dei sentimenti e valori sempre attuali   (lui non ha rughe, questo lavoro verrà dimenticato).