Dall’abaco alla rivoluzione digitale (Parte 2)

Verso il computer programmabile

Nel 1702, Leibniz sviluppò il sistema numerico binario in cui l’uno e lo zero possono anche rappresentare i valori vero e falso o gli stati acceso e spento. Oltre un secolo dopo,nel 1854, George Boole pubblicò l’algebra che prende il suo nome, creando un sistema nel quale è possibile trattare ogni relazione logica attraverso l’utilizzo di formule algebriche. Il sistema binario sarà la base delle future applicazioni in campo informatico.

Il telaio di Jacquard del 1801 dimostrava che le macchine potevano essere guidate da sistemi binari: infatti, un buco nella scheda perforate indicava l’uno binario, mentre un punto non perforato indicava lo zero binario.

La macchina di Turing

Il logico e matematico britannico Alan Turing introdusse nel 1936 un sistema astratto capace, se opportunamente programmato, di eseguire ogni tipo di operazione in un numero finito di passi elementari. La “macchina di Turing” manipolava i dati contenuti su un nastro di lunghezza potenzialmente infinita sul quale era in grado di leggere e di scrivere dei simboli.

La macchina di Turing ha il grande merito di aver definito l’architettura dei futuri computer programmabili, l’insieme cioè delle principali unità funzionali che formano un calcolatore ed il modo in cui queste interagiscono. Nel 1946 l’ENIAC diveniva la prima realizzazione della macchina universale di Alan Turing: in altre parole, il primo computer elettronico programmabile della storia.

Z1 di Konrad Zuse e Atanasoff-Berry Computer05 - Z1

Nel 1936, 10 anni prima di ENIAC, l’ ingegnere aeronautico tedescoKonrad Zuse (1910 –1995) progettò Z1, generalmente considerato il primo computer moderno.

Si trattava di una macchina non solo capace di eseguire calcoli velocemente, ma anche dotata di una certa versatilità d’uso, essendo programmabile; aveva una struttura già molto simile a quella dei moderni computer: era infatti dotato di memoria e di un’autonoma unità di calcolo basata sul sistema binario.

Completato nel 1938, lo Z1 utilizzava la tecnologia elettromeccanica disponibile a quell’epoca.

L’Atanasoff-Berry Computer (chiamato anche ABC), completato nel 1939, è stato il primo computer totalmente elettronico, grazie all’impiego di valvole termoioniche e thyratron.

L’architettura di von Neumann e l’EDVAC

06 - Macchina di Von NeumannIl matematico, fisico e informatico ungherese (1903-1957) Von Neumann, partendo dalle intuizioni di Alan Turing, ideò nel 1945 per il computer EDVAC l’architettura hardware su cui è basata la maggior parte dei moderni computer programmabili.

L’EDVAC, diventato operativo nel 1949, fu la prima macchina digitale programmabile tramite software. Era totalmente elettronico e impiegava più di 6000 valvole termoioniche, 12000 diodi, occupava 45 m2e pesava 7850 chilogrammi. Per farlo funzionare occorrevano 30 persone per ogni turno di 8 ore.

Verso l’era digitale

Negli anni ’60 le missioni Apollo sono state forse il più grande incubatore di innovazioni che la storia ricordi. In quegli anni sono stati infatti sviluppati più di 6.300 nuovi prodotti, con tecnologie e soluzioni tecniche mai viste prima. E questo perché il programma Apollo ha coinvolto 60mila scienziati e ingegneri, 400 mila persone e 20 mila aziende. Mai nella storia dell’umanità c’è stato un impulso cosi grande all’innovazione che è andato ad aggiungersi alle ricadute in campo tecnologico della corsa allo spazio (programmi Mercury e Gemini) e allo sfruttamento commerciale della ricerca bellica della seconda guerra mondiale, progetto Manhattan compreso. Fu una vera rivoluzione nel campo dell’elettronica e dei microcomputer: in pochi anni si è passati dalle valvole ai transistor e da questi ai circuiti integrati.

07 - Olivetti programma 101
Olivetti Programma 101 (1964)

Intanto nel 1964, in Italia, l’Olivetti commercializzava la «Perottina» (dal nome dell’ingegnere Pier Giorgio Perotto a capo del team di progettazione), considerato il primo personal computer commerciale.

Le caratteristiche della bella macchina, potenzialmente rivoluzionarie, non vennero però percepite dai vertici aziendali Olivetti, orientati ancora alla promozione della propria tecnologia meccanica.

Federico Faggin e il primo microprocessore

08 - MicroprocessoreMa il contributo più significativo allo sviluppo dei sistemi di calcolo viene da un italiano: Federico Faggin (1941), un fisico, inventore e imprenditore italiano che dal 1968 risiede negli Stati Uniti.

Faggin sviluppò il primo microprocessore, l’Intel 4004, e i successivi 8008, 4040 e 8080 con le relative architetture. Faggin sviluppò anche altre tecnologie che diverranno essenziali per lo sviluppo dell’informatica. L’Intel 4004 fu il primo microprocessore al mondo che integrava in un singolo chip una potenza di calcolo superiore a quella dello storico ENIAC.

Nel corso del 1975 l’Intel 8080 venne utilizzato per il microcomputer l’MD800, realizzato a Torino da due giovani ingegneri. L’MD800 implementava tutte le funzioni tipiche dei futuri personal computer.

La nascita di Microsoft (1975)

Nella primavera del 1975 Paul Allen, un giovane programmatore, e Bill Gates(1955),studente ad Harvard, crearono il linguaggio di programmazione Basic per il computer Altair 8080. Terminato il prodotto fondarono nel 1975 una piccola società, la Microsoft, per commercializzare il Basic.

Gates e Allen intuirono che il mercato dei personal computer stava per esplodere e sarebbe servito software per le nuove macchine. Già nel 1975 Bill Gates affermava: «nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa».

09 - PC IBM 1981
Il PC IBM del 1981

Nel 1981 Gates commercializzò MS-DOS (Microsoft Disk Operating System), un sistema operativo destinato a diventare uno standard nell’ambito dei personal computer grazie anche alla potenza economica di IBM che lo adottò e al senso degli affari di Gates.

MS-DOS fu il primo di una lunga serie di sistemi operativi della Microsoft, che negli anni ottanta rappresentava oltre il 90% del mercato mondiale dei sistemi operativi e, fino all’avvento di Windows95 nel 1995, è stato il sistema operativo per computer più diffuso al mondo.

Windows nacque nel 1985 come ambiente operativo per MS-DOS, e divenne sistema operativo a tutti gli effetti solo nel 1995 con Windows 95.

La nascita di Apple (1976)

Era appena nata la Microsoft quando, nel 1976, Steve Wozniak, e Steve Jobs, amici di vecchia data, progettavano e assemblavano nel garage di casa il primo computer. Nasceva così la Apple e il computer si chiamava AppleI. Entrambi venivano da Cupertino, in quella che dal 1971 è stata ribattezzata Silicon Valley.

Steve Jobs (1955 –2011) è stato un vero visionario: utilizzando le tecnologie esistenti ha immaginato e commercializzato quei prodotti che hanno cambiato la nostra vita e il nostro modo di comunicare, prodotti come Macintosh, iMac, iPod, iPad, ma soprattutto quello che è divenuto un’icona tecnologica: l’iPhone. È stato tra i primi a intuire la potenzialità del mouse e dell’interfaccia grafica basata sull’impiego di icone e di finestre, presenti già sugli Xerox Star.

Apple I era una macchina innovativa per l’epoca: poteva essere collegato a un televisore, caricava il sistema operativo in modo autonomo rendendo molto semplice l’avvio, e salvava i dati elaborati su nastro magnetico.10 - Applea

Ma era solo l’inizio. Nel 1977 Jobs presenta Apple II, un computer che, secondo Jobs, una volta tirato fuori dalla scatola, avrebbe dovuto essere pronto e funzionante subito, senza software da programmare o parti da montare. Era la mossa vincente: per questo molti ritengono che Apple II segni la nascita dell’era del computer.

Nel 1984 Jobs commercializza Macintosh, il primo computer con interfaccia grafica e mouse di serie. Macintosh utilizzava per la prima volta metafore facili da comprendere, quali il cestino, la scrivania, le finestre, gli appunti, aprendo l’uso del computer anche a persone non dedite all’informatica. Per questo motivo il Macintosh è considerato una pietra miliare nello sviluppo dell’industria del computer.

Ma non basta. Steve Jobs nel 1990presenta il PowerBook 100, un computer portatile con lo schermo collegato tramite una cerniera alla tastiera. E poi nel 1998 commercializza iMac, il computer che metteva per la prima volta l’estetica al primo posto. L’iMac, grazie alla sua semplicità d’uso, è entrato nel Guinness dei Primati per il manuale d’istruzioni più corto.

Dai supercomputer al computer quantistico

Cresce nel frattempo la potenza di calcolo dei microprocessori, ma crescono anche le esigenze di macchine sempre più potenti. Così negli anni ’50 si comincia a parlare di “supercomputer”, di sistemi di elaborazione dedicati ad eseguire calcoli matematici particolarmente complessi o a gestire flussi di dati assai rilevanti.

A partire dagli anni ’90 per aumentare la potenza di calcolo i supercomputer utilizzano un numero di processori sempre più elevato: si giunge a migliaia o centinaia di migliaia di unità di calcolo connesse da reti locali ad alta velocità e coordinate da estensioni apposite del sistema operativo.

11 - IBm System Q One
IBM System Q One, un sistema di calcolo quantistico integrato, alloggiato in un cubo di vetro a tenuta d’aria di 2,74 m di lato

I supercomputer vengono utilizzati per realizzare processi di calcolo intensivi come le previsioni meteorologiche, simulazioni fisiche (di fluidodinamica, di detonazioni nucleari, di astrofisica, di fisica nucleare, ecc.) ed altro ancora.

L’8 gennaio 2019 IBM annuncia il primo computer quantistico per uso commerciale “IBM System Q One” e la piattaforma “IBM Q Network” per uso scientifico e commerciale.

Un computer quantistico é una macchina che per eseguire le classiche operazioni sui dati di ingresso, utilizza i fenomeni tipici della meccanica quantistica, sfruttando il comportamento delle particelle elementari. Si tratta di macchine con una potenza di calcolo enormemente superiore ai computer convenzionali, ma la strada per realizzare computer quantistici è appena agli inizi.

 

L’anno visionario

L’Anno Accademico 2019-2020 dell’UNITRE di Sesto Calende è dedicato ad un tema estremamente ampio e di grande attualità: la visione.

In una società che tende ad essere sempre più individualista e che offre spazi di condivisione (troppo spesso solo virtuali) per condividere non tanto esperienze e sensazioni ma immagini e visioni (sul fatto che in troppi casi siano artefatte per colpire l’immaginario è meglio sorvolare) non potevamo non vivere questo stimolo scegliendolo come fil rouge di quest’anno.

La visione può essere considerata come il modo di vedere e di vivere ciò che ci circonda. Non dobbiamo dimenticare che la visione può essere sì qualcosa di strettamente header-wels2personale ma è anche il modo che abbiamo di relazionarci e di codificare la realtà intorno a noi. Una visione personale condivisa porta alla creazione di una visione sociale tale da creare un vero e proprio sistema culturale, che possa anche influenzare il nostro modo di percepire la realtà e ovviamente di vederla.

Un altro aspetto della visione è quello di vedere oltre il visibile, di intuire e di prevedere. Non siamo stati indifferenti a questa sfumatura possibile del fil rouge e abbiamo dato spazio al quotidiano e alle tendenze attuali che si svilupperanno nel futuro prossimo sia nelle scienze sia nelle arti; ambiti che sono accomunati dalla possibilità di poter usare la visione con l’accezione di poter vedere oltre, nel futuro.

Un aspetto indispensabile per la visione (intesa in entrambi i sensi) è senza ombra di dubbio lo spirito critico. Che speriamo sia sempre vivo in tutto noi, oggi più che mai.

Weltanschauung

 

Un seminario?!? Ma pensa te…

Quando si è ventilata la possibilità di trasformare i pomeriggi dedicati al tema del Velo di Maya in un vero e proprio seminario di approfondimento su questo tema, ho proprio pensato: ma pensa te!

Poi riflettendoci bene non mi è più sembrata una possibilità così assurda. Ma perché un seminario?

Stiamo elaborando tutti i dati che abbiamo raccolto dai questionario che ci avete inviato e abbiamo notato che diverse persone, pur apprezzando tutto l’impegno nell’organizzazione delle varie attività, chiedevano che i temi trattati dalle conferenze fossero maggiormente approfonditi. Quindi, perché no? È bastato togliere dai titoli previsti prima parte, seconda parte e terza parte e ripensare alle conferenze come veri e propri compendi storico-filosofico, letterario e delle varie arti.

Vi invitiamo a partecipare a questo primo esperimento di seminario. La partecipazione a tutti è tre i pomeriggi è consigliata perché tutti i compendi faranno riferimento a quanto esposto precedentemente. Il velo di Maya ha arricchito per secoli il panorama mitologico, filosofico, religioso e artistico. Dai greci a Schopenhauer si è evoluto, modificandosi anche se è rimasto sempre fedele a sé stesso… le nostre tre diverse chiacchierate unite in un unico evento che si svolgerà in tre pomeriggi ci porteranno -lo speriamo propio- ad approfondire questo mondo con una modalità nuova!

Velo di Maya

Il Futurismo: come non fare di tutta un’erba… un fascio!

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Severini – Le Boulevard (1911)

Oggi potremmo definire i Futuristi come i primi veri… rottamatori!

Si tratta di un vero e proprio movimento artistico e culturale che sarà fondamentale nella storia delle avanguardie europee, dal quale si dipanano le ricerche artistiche di gran parte dell’arte del XX secolo ed il cui fondatore e leader indiscusso fu Filippo Tommaso Marinetti, giornalista, poeta e drammaturgo, autore del Manifesto Futurista a cui seguì dopo due mesi, quello della pittura futurista. Difensore ante-litteram della letteratura e della Lingua Italiana contro l’”esterofilia” dilagante. A Bellagio esiste una lapide commemorativa della sua morte. Con il Futurismo, che ebbe un riconoscimento mondiale, l’Italia riacquista visibilità e credibilità internazionale nel mondo dell’arte.

Questa corrente artistica estremamente concettuale  che fa in parte riferimento all’ Art Nouveau ed alla Secessione viennese, nasce nel 1910 e si sviluppata in Italia, dove si presenta come un faro del cambiamento culturale-artistico del Paese, prese piede anche in altri Paesi, come Francia e Russia, dove già c’erano ricerche parallele e poi in molti altri paesi in Europa: nel 1915 sbarca anche negli Stati Uniti .Nel 1912 a Milano verranno esposte le prime opere futuriste alla Mostra d ‘Arte Libera. E tra il 1909 e il 10, comparvero articoli sul futurismo in Russia, dove vi era una profonda necessità di rinnovamento radicale della società, il cui influsso divenne evidente. Dal movimento futurista nacquero immediatamente prima della Rivoluzione russa del ’17, il Costruttivismo ed il Suprematismo.

Ma, mentre in Italia ha caratteristiche interventiste, in Russia il movimento non fu caratterizzato dal bellicismo ma accompagnato da un ‘idea utopistica di di pace e liberta, sia dell’artista che collettiva, che si sarebbe conclusa poi con l ‘adesione di una parte di esso al movimento bolscevico. Dopo la rivoluzione di ottobre confluirono poi nell’astrattismo.

IL futurismo si sviluppa in un periodo di grande fermento culturale, dove:

  • le guerre hanno sconvolto le popolazioni delle varie regioni d’Italia, costringendole ad una necessaria evoluzione sociale. Giuseppe Pellizza nel 1901 aveva già anticipato queste problematiche nel famosissimo “Il Quarto Stato”, inizialmente chiamato da lui “Il cammino dei lavoratori”;
  • la tecnologia ha sviluppato nuovi mezzi che da quel momento in poi cambieranno la vita di tutti come ad esempio la radio, gli aeroplani, le automobili che aumentavano a vista d’occhio sul territorio ed il telegrafo senza fili, persino le strade apparivano diverse con la luce artificiale. Inoltre l’introduzione del lavoro con le catene di montaggio all’interno delle industrie velocizzò i tempi di produzione.
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Depero – I balli plastici (1918)

E in un nuovo secolo di tecnologie e di ideologie vuole spingersi a coprire tutte le possibilità di intervento, invenzione, novità, che irraggia di sé il cinema e la poesia, il teatro e la danza, la musica, la pittura e la radio,la fotografia e l’architettura, la filosofia e la scultura,l’arredamento e la politica, il design e la scenografia, la cucina e la religione, la grafica e il giornalismo, la ceramica e la moda: e tutto ciò con avvedutezza, competenza  profonda, con reale capacità innovativa  Gli esponenti del Futurismo italiano seppero sfruttare le potenzialità della comunicazione di massa, sia in funzione della promozione del loro stesso movimento e delle loro individualità artistiche, sia al servizio della produzione industriale loro contemporanea. La produzione seriale industriale trovò dunque nel linguaggio futurista un mezzo ideale per celebrare ed enfatizzare la modernità e la velocità.

Il primo Manifesto dei pittori futuristi fu pubblicato ufficialmente l’11 febbraio 1910 e sarà inizialmente firmato anche da Aroldo Bonzagni e Romolo Romani, nomi che successivamente lasciano il posto a quelli di Gino Severini e Giacomo Balla. L’11 aprile 1910 viene pubblicato il Manifesto tecnico della pittura futurista, firmato unicamente da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e i già citati Giacomo Balla e Gino SeveriniAlcuni dei punti base del manifesto futuristi erano:

  • distruggere il culto del passato, l’ossessione dell’antico, il pedantismo e il formalismo accademico;
  • disprezzare profondamente ogni forma d’imitazione;
  • esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima. Considerare i critici d’arte come inutili e dannosi;
  • spazzar via tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati

Largo ai giovani ed ai temerari!Cosa cambiava nella Pittura?

 

Cosa cambiava nella Pittura?

La pittura doveva esprimere una sensazione di movimento, la struttura dei corpi resi immateriali dal moto e dalla luce, quindi la tecnica divisionista divenne la base ideale su cui elaborare la contestazione e la rottura con la tradizione artistica ottocentesca, spostando il centro dell’attenzione sul modo in cui l’uomo “percepisce” la realtà. Significavadunque, per quel tempo, rifiutare la convenzionalità della pittura realista e ufficiale. L’ impressionismo veniva ormai identificato con la gradevolezza borghese; ilvero soggetto della creazione artistica diveniva, in maniera prepotente, il “come” rappresentare la struttura dell’immagine, non l’immagine!

Ma era necessario elaborare un’arte nuova, proiettata verso il futuro e in grado di di esprimere la frenesia delle città moderne, che si ispirasse alla velocità, alla sensazione prodotta moltiplicando i ritmi, deformando gli oggetti, permettendo visioni simultanee stravolgendo il concetto di spazio……materia ed energia.

Dopo la scoperta e lo studio di Picasso e del cubismo, si volle superare i confini tradizionali, nelle due e tre dimensioni. La caratteristica del cubismo è infatti l’immobilità la staticità. Le linee fortemente contrastanti o non parallele trasmettono un senso di agitazione, di attività dinamica. Viene cosi abolito l’uso del verticale e dell ‘orizzontale puro, e di tutte le linee morte e le forme statiche, sostituite dalle linee oblique, che spezzano, drammatizzano o enfatizzano, la sfera, la spirale e tutte le forme che creano movimento e dinamismo. Il Futurismo é la pittura dei suoni, dei rumori, degli odori… (Cit. Carrà).Prima del 19mo secolo i pittori non intuirono mai la possibilità di renderli pittoricamente, nemmeno quando dipingevano il mare o i fiori; la pittura dei suoni nega i colori in sordina, i colori fangosi, le patine e le velature, vuole i rossi e i verdi! la sfera, la spirale e tutte le forme che creano movimento.

 

Un’incomprensione storia

Si hanno ancora molte discussioni sul Futurismo, perché nonostante le particolarità e le novità che introduce viene criticato per alcuni aspetti che stanno alla base della sua visione, che avrebberoavuto poi corrispondenza col fascismo al quale viene associato. Molti tra documenti e filmati hanno ormai evidenziato come ………in realtà non fosse propriamente così.

Potremmo affermare che il Futurismo, come ad esempio il musicista Wagner, hanno avuto similitudini di pensiero con le espressioni politiche del Novecento, ma non le hanno mai sottoscritte.

Si ravvisa spesso un filo che lega il movimento artistico e politico Futurista all’esperienza fascista italiana e l”HUMUS” che permise alla pianta del Fascismo di germogliare! In realtà il germe del cambiamento era già  un’impellente necessità, il Futurismo ha semplicemente  rispecchiato i bisogni ed i malumori contemporanei .Infatti il ruolo dei futuristi nel distruggere le fondamenta della società borghese viene riconosciuto anche da Antonio Gramsci.Nel 1920  i futuristi escono dal movimento e due anni dopo quando la rivoluzione si trasforma in” regime”, si sentono in qualche modo traditi; nel 1924  tentano di riavvicinarsi chiedendo aiuti agli artisti, cosa normale nel mondo artistico, soprattutto in quello del Teatro, nell’ottica di affermazione del Movimento come unica arte innovatrice, ma ormai la spinta modernista  del movimento é in gran parte neutralizzata dal regime, malgrado Marinetti venga nominato “Accademico d’Italia”.

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Balla – Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912)

Dopo la seconda guerra mondiale non se ne era piu parlato e ci sarà un periodo di buio, ma da qualche anno é stato e riscoperto e rivalutato; il futurismo è stato l’unico movimento italiano che ha avuto una sua identità nazionale, ebbe il meritevole tentativo di far confluire le varie tendenze dell’Arte italiana in un unico grande movimento appunto. (e per questo impropriamente definito a volte… nazionalpopolare).

 

Un’incomprensione critica

Parlare oggi di futurismo, e fare una sintesi esattamente a un secolo dalla sua nascita, è molto complesso ed ancora oggi viene troppo diviso dalla critica.

Il 1909, data del manifesto di fondazione del futurismo, il 1944 data della morte del suo inventore e propugnatore Filippo Tommaso Marinetti: un lasso di tempo di trentacinque anni! Il futurismo finirà solo con la morte del suo promotore Marinetti, anche se già dal 1915 si considera quasi concluso o poco significativo: Ignoranza, sciovinismo, malafede. Tutti elementi presenti in molti studiosi (soprattutto stranieri, ma non solo…) che sostengono questa tesi per omettere paragoni tra dadaismo e futurismo, tra surrealismo e futurismo, confronto che inevitabilmente riconoscerebbe una primogenitura del futurismo sulle avanguardie novecentesche: elemento fastidioso per la linea dell’arte moderna che preferisce vedere la Francia unica madre delle avanguardie e l’America unica erede delle stesse.

L’infelice espressione di “Secondo Futurismo” ha finito per dividere implicitamente il movimento in due tronconi, uno di “primaqualità” (il Primo Futurismo) e uno di “seconda qualità”. Ha senso questa divisione?Naturalmente occorre, ai fini storiografici, fornire una periodizzazione di un movimento artistico così diffuso cronologicamente, ma davvero non è risolutiva una tale suddivisione!

 

Aeropittura

Prende campo in seguito alla prima guerramondiale nel 1929 quando con il Manifesto dell’Aeropittura futurista dimostra l’interesse per il volo, il progresso, la macchina. L’ idea era venuta allo stesso Marinetti, in seguito ad un volo con un idrovolante sul golfo di La Spezia. È presente l ‘esaltazione x la guerra con dipinti di scontri aerei, usando la potenza degli aeroplani per esprimere la violenza della guerra, sempre dipinta in forma astratta e con colori che risaltano all ìocchio. Tuttavia é necessario non confondere il futurismo e la sua aeropittura con il regime, poiche molti sono anche i paesaggi visti dall’alto o con astrazioni chenulla hanno di celebrativo: Prampolini è uno degli autori dei manifesti piu significativi.

 

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Boccioni – Elasticità (1912)

L’architettura futurista

Dopo il ‘700 non è più esistita nessuna architettura, ma un miscuglio dei più vari elementi di stile.  Il Manifesto dell’architettura futurista nacque nel 1914. Marinetti cercò di portare sotto l ‘ala del Futurismo il maggior numero di esperienze e l’eclettismo dell’architettura innovativa italiana. Anche l’architetto di scena è non a caso, un’altra invenzione futurista!

Non c’è dubbio che anche in questo campo i futuristi portarono una ventata di rinnovamento. Abituati come siamo all’esplosione tecnologica ed alle forme dell’archiettura contemporanea, stentiamo a renderci conto della carica innovativa della Città immaginata dal Futurismo rispetto al modo corrente di costruire dei primi anni del Novecento.

Il Futurismo insistette molto sulla semplificazione delle forme architettoniche a vantaggio dell’aspetto funzionale degli edifici, utilizzando non solo materiali innovativi quali ferro, vetro, cemento, ma anche materiali costruttivi che si rifanno a quelli utilizzati nell’epoca romana, come il travertino, il marmo, la pietra ed i mattoni come nel caso de monumentalismo.

Antonio Sant’Elia viene considerato l’esponente più rappresentativo dell’architettura futurista: la Città Nuova il più importante progetto di questo architetto del 1913-1914, nel quale si immagina in una raccolta di schizzi e progetti la Milanodel futuro, anticipandoin effetti l’idea di città del nostro immaginario moderno e anche fantascientifico.Molta parte dell architettura immaginaria del cinema e della letteratura di fantascenza é strettamente imparentata dalle sue suggestioni, pensiamo al Metropolis di F.Lang, ed il piu recente Blade Runner, in un immaginario schema metropolitano anticipati negli anni ’30 dai fumetti di Flash Gordon.Le  radici dell’architettura futurista risalgono alla Secessione viennese e alle più avanzate esperienze tedesche e francesi. Ma le idee e le proposte del movimento ebbero, a loro volta, una certa influenza sulle elaborazioni e realizzazioni del celebre Bauhaus tedesco, molto più abile poi a diffonderle ed ed esportarle.

I due stili architettonici furono la monumentalità (Piacentini)da un lato e il razionalismo (Terragni)dall ‘altro spesso in contrasto tra di loro.Basta pensare a tutto l’impianto urbanistico dell’EUR progettato per l’Esposizione Universale che non fu fatta a causa della guerra, all’ influenza lasciata ed al continuo sviluppo proseguito poi anche negli anni 60 (Nervi). La città futurista in altezza, venne costruita, ma altrove, per esempio a New York, che già allora rappresentava la frontiera della modernità. IlPalazzo della Civiltà ( Il cosiddetto Colosseo Quadrato) con la sua austera maestosità, tutto in cemento armato,il Ponte Flaminio,, La Stazione Termini e la Stazione Centrale  arrivate a noi intatte,  il Palazzo dei congressi all’EUR , la Casa del Fascio ed il grandioso Il Foro Italico, appartengono al razionalismo, sintesi della bellezza architettonica  che potremmo paragonare in pittura ad una quadro di Mondrian!Ma pensiamo anche alla Stazione di S. Maria Novella a Firenze, al Ponte sulla laguna a Venezia, via della Conciliazione, l’Università è La Sapienza, e tanti altro.La monumentalità non doveva più riguardare solo gli uffici governativi ma mercati coperti ( oggi li chiameremmo….centri commerciali) Stazioni, grandi alberghi, Chiese, Centrali elettriche, Poste,Manifatture, Industrie,  ecc.

Al futurismo dobiamo anche l’invenzione della tensistruttura, prima architettura meccanica di ferro senza cemento armato, utilizzata poi da Le Curbusier. Fondamentalmente in Italia questo é l ‘ultimo stile riconoscibile, sviluppato con materiali rigorosamente italiani e di qualità, tutte le costruzioni degli anni 20, 30,40 sono a tutt’ oggi in piedi. Non è un’architettura di Stato però, non impone dei diktat rigorosi da seguire, e al contrario di altri regimi totalitari, (nazismo e Comunismo) lascia infatti agli architetti la possibilità di sviluppare le proprie idee.

Per chi volesse approfondire il tema invito alla lettura del libro “Il Futurismo” di Fabio Benzi che è alla base dell’articolo che ho scritto.

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WikiTre! Una novità…

jayankondam-wikiL’estate ha portato consiglio. Ci sono diverse novità per il prossimo Anno Accademico, una di queste sono le WikiTre.

Cosa vuol dire Wiki? Prendiamo la divisione dalla più famosa wiki del mondo: Wikipedia.

Wiki è un’applicazione web che permette la creazione, la modifica e l’illustrazione collaborative di pagine all’interno di un sito internet.

Nel nostro programma troverete delle conferenze che entrano nel gruppo WikiTre; conferenze organizzate in gruppo, nate dalla condivisione fra i relatori che non vogliono essere solo ed esclusivamente dei momenti di approfondimento di un dato argomento ma sono dei veri e propri momenti piacevoli dedicati al ricordo e alla conoscenza.

Diverse persone hanno dato la loro disponibilità a far nascere questo progetto nuovo ed interessante e tutti noi ci auguriamo che sempre più persone vogliano arricchire maggiormente i nostri già interessanti pomeriggi!