Via dei Legionari – Parte 9: Invidie e gelosie

In inverno la Maria, che abita sopra di noi ed è vedova, va a trovare l’Angelina che abita al primo piano. Si presenta puntuale alle due del pomeriggio e vi rimane fino alle cinque quando tornano il marito e i figli dell’Angelina. Lavorano a maglia, chiacchierano e qualche volta litigano. Allora l’Angelina viene da mia mamma e si sfoga: «Quella lì viene da me così per tutto il pomeriggio non accende la stufa e non consuma la legna. Ma io l’ho capito: d’ora in avanti non mi farò trovare in casa, andrò anch’io da qualcuno e accenderò solo alla sera».

La Maria non si perde d’animo, va a far compagnia alla Lina che abita sul suo pianerottolo ed è la moglie di Libero. La Lina passa tutti i pomeriggi seduta su una piccola sedia con accanto una grande borsa piena di golfini di lana  da rifinire per una ditta di maglieria che dà il lavoro a domicilio.

Sul pavimento intorno a lei si accumulano riccioli di lana e mentre la Maria le dà una mano, fiumi di parole escono dalle bocche. Se stanno parlando male di qualcuno, quando noi bambini ci avviciniamo, cambiano discorso o ci mandano via con qualche scusa.

Lina deve consegnare il lavoro entro sera e non può sgarrare, e mentre parla e ascolta riesce a rimagliare e ad attaccare i bottoni con una velocità sorprendente.

A volte scoppiano litigi per colpa di noi bambini perché siamo chiassosi e non lasciamo riposare le persone anziane. Le mamme cercano di tenerci in casa, ma a una certa ora ci devono lasciare uscire ed è in quel momento che avvengono le liti.

«Suo figlio è maleducato» dice la signora Rachele della casa rossa.

«Mi spiace ma è lei che non capisce i bambini, non li posso tenere in casa tutto il pomeriggio» risponde la signora Piera.

Gli inquilini della casa rossa non sono ben accetti perché non fanno parte del cortile, avendo loro un ingresso indipendente; quindi non dovrebbero impicciarsi degli affari di quelli del cortile. Scoppia una guerra fatta di parole e insulti che va avanti per qualche settimana, ma poi quasi miracolosamente succede qualcosa per cui i rapporti diventano di nuovo amichevoli.

Si mormora e si spettegola quel tanto che basta per tener  viva la compagnia e per darle un po’ di brio o per far sentire uno migliore dell’altro. Si formano alleanze con una o con l’altra famiglia. Piccole soddisfazioni e ripicche che finiscono presto in una bolla di sapone.

Nelle cose serie c’è solidarietà e comprensione.