Comunicare i segreti

La comunicazione è un atto con cui mettiamo in comune con altri qualcosa, spesso si tratta di conoscenze, opinioni e notizie. Tuttavia talvolta si vuole limitare il numero di coloro che vi partecipano: la riservatezza riguarda alcune categorie di messaggi, per esempio lettere d’amore o d’interesse economico, e ancor più scritti diplomatici e militari.

La scrittura era appena nata, che già l’esigenza di segretezza fu avvertita: sigilli, messaggeri fedeli e dissimulazione del messaggio verbale, però, non sempre raggiungevano lo scopo.

A sinistra: sigillo cilindrico mesopotamico in calcare proveniente da Šamaš; a destra: impronta del sigillo.

Un esempio di messaggio non verbale è narrato da Tito Livio: Tarquinio il Superbo, in esilio, per suggerire al figlio come conquistare la città di Gabii, avrebbe troncato con il bastone i fiori dei papaveri: bisognava far cadere le teste più eminenti. Pare che il figlio, ma non il servo incaricato di riferirlo, avesse compreso il senso nascosto dell’atto simbolico.

Ben presto, comunque, dovunque si usava la scrittura, si inventò anche il modo di renderla oscura a tutti (o quasi) quelli che non erano direttamente interessati. Nacque la criptologia.

Per criptare i messaggi, nell’antichità romana fu molto praticata la traslitterazione e la trasposizione delle lettere. Erano sistemi alquanto semplici: scrivere con un alfabeto conosciuto da pochi, come per esempio quello greco, oppure far scivolare l’ordine alfabetico di alcuni posti, in modo che, per esempio, la “A” fosse scritta come “D”, la “B” come “E”, e così via. “Ave Caesar” diventava così “dbh fdhvdu”.

Un simile sistema è piuttosto debole, e tuttavia fu utilizzato per molti secoli. La confidenza nella sua efficacia si basava sulla scarsa conoscenza della scrittura e degli alfabeti stranieri da parte di nemici, spie, messaggeri, intercettatori. E tuttavia, sistemi più complessi, come la scrittura in codice o in cifre, andarono diffondendosi. 

Lo sviluppo delle conoscenze di chimica permise di ottenere inchiostri invisibili, o “simpatici”: solo l’esposizione ad agenti fisici o a composti chimici ben definiti permettevano di rivelare i tratti vergati con essi. L’inchiostro invisibile ebbe una grande diffusione e popolarità.

Questi metodi, ancora molto in auge fino a che la scrittura fu principalmente a penna, sono divenuti per lo più obsoleti con lo sviluppo dei metodi di criptologia informatica. Questi articoli si limiteranno a delineare lo sviluppo della necessità di segretezza dei messaggi durante la guerra per l’indipendenza delle colonie Americane dall’Inghilterra.