-6 a Natale: il calendario dell’Avvento

Quest’anno, con più tempo da trascorrere in casa per la pandemia, ho ripensato alla tradizione del Calendario dell’Avvento. Non ricordo da bambina di averne avuto uno o di averne sentito parlare, ma ricordo il primo acquisto del calendario quando mia figlia ha iniziato la scuola elementare e siamo andate in cartoleria ad acquistarne uno. 

Era un foglio di cartone colorato con 24 finestrelle dietro le quali si nascondevano dei disegni di ispirazione natalizia. Sarà bello creare una gioiosa aspettativa del Natale e sarà più facile prendere confidenza con i numeri, avevo pensato…

Passati gli anni, mi sono ritrovata a pensare al calendario dell’Avvento per mio nipote che, con i suoi quasi 4 anni è ormai consapevole del Natale.

Ho così scoperto che l’origine del calendario risale a fine ‘800, quando la mamma di un bimbo tedesco Gherard Lang, impaziente di festeggiare il Natale, inventò questo speciale calendario come modalità giocosa di contare i giorni che mancavano al Natale: ogni giorno Gherard poteva aprire un pacchettino contenente un biscotto. Diventato adulto Lang, un editore protestante, rilanciò nel 1908 il calendario con un dettaglio importante, le finestrelle, che una volta aperte mostravano elementi del Natale da ritagliare o assemblare. Successivamente arrivarono dolci e cioccolatini. 

L’idea era carina e conquistò rapidamente i paesi protestanti e poi quelli cattolici entrando a far parte della tradizione.

Oggi esistono calendari per ogni età, per bambini e per adulti, e la scelta dipende dal gusto o dal budget a disposizione. Per i più piccoli ci sono calendari che dietro le finestrelle o in piccoli contenitori, nascondono dolciumi, giochi, saponette profumate e anche… modelli in plastica di dinosauri. 

Per gli adulti ci sono i calendari “alcolici” (con birre, liquori e vini in edizione mignon o anche no), oggetti di profumeria, gioielli, oggetti per la casa… e tanto altro.

In passato l’idea del calendario di Natale è stata sfruttata dalla propaganda dei regimi totalitari: durante il Nazismo c’era un simbolo della “Grande Germania” dietro ad ogni finestrella, mentre nella Repubblica Democratica Tedesca, dietro le finestre al posto degli angeli apparivano le immagini delle sonde sovietiche o il viso dei cosmonauti.

A fianco dei calendari tradizionali dedicati ai bambini o agli adulti, ci sono anche edifici addobbati a calendario, spesso si tratta di edifici scolastici, musei, municipi o prestigiose sedi di aziende. 

In Italia a dicembre la Libreria Mondadori di piazza del Duomo a Milano trasforma il suo storico palazzo in un gigantesco calendario dell’Avvento. A Bolzano invece è l’edificio sede della società Alto Adige Marketing, che viene addobbato a calendario dell’Avvento.