Se tu spingi me, io spingo te

Il terzo esperimento di dinamica è ancora un esperimento mentale; però, per coglierlo, occorre avere la mente aperta alla fisica.

Ad esempio, siete seduti? E quanto pesate? E la vostra forza peso sta agendo? E poiché agisce, perché non cadete per terra?

Vi ricordo il secondo principio della dinamica: se c’è una forza che agisce, si sviluppa una accelerazione. Conclusione: non cadete perché non c’è nessuna forza! Ma come, non c’è nessuna forza: voi avvertite bene il vostro peso! Ebbene, poiché non c’è nessun movimento, ci deve essere una forza che annulla la vostra forza peso!

Isaac Newton 1689 Sir Godfrey Kneller
Isaac Newton (1689)
Sir Godfrey Kneller

Ed ecco il nostro Newton che, sempre nel laboratorio del suo grande cervello, pensa a questo fatto, e conclude: siccome nulla si muove, malgrado io stia spingendo, l’oggetto su cui spingo deve sviluppare una forza, chiamata reazione, di valore uguale e direzione contraria a quella che sto applicando.

Sempre nei Principia, Newton scrive:

Actioni contrariam semper & æqualem esse reactionem: sive corporum duorum actiones in se mutuo semper esse æquales &in partes contrarias dirigi.

Oggi siamo più sintetici:

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Altra situazione: auto in panne; dovete spingerla. Eccovi al lavoro. Cosa succede della forza con cui spingete?

Mentre spingete l’auto, lei reagisce con la stessa forza; altrimenti, l’auto scapperebbe via, e voi cadreste a faccia in giù.

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