A Nazareth la moderna basilica dell’Annunciazione è stata costruita sopra i resti di una basilica romanica, a sua volta edificata sopra una crociata e una bizantina.

Scavando ancora, si è trovato anche qualche rudere di un edificio giudeo-cristiano.  Tutta l’area si trova sopra i resti della città antica. Un’abitazione, risalente a circa 2000 anni fa, attorno alla quale si è prodotta quella sorta di matrioska di chiese, è ora incorporata nella cripta della attuale basilica e viene venerata come la casa di Maria, dove ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele. Molto più piccola, ma di sicuro più accettabile da un punto di vista architettonico e anche più antica, è la vicina chiesa di san Giuseppe. Anch’essa fu edificata sopra quella che la tradizione indica come l’abitazione della Sacra Famiglia.

Nazareth – Casa di Maria

A fine anni ’90 si scatenò una polemica tra le confessioni cristiane della città, un gruppo integralista musulmano e le autorità israeliane. La causa scatenante fu l’intenzione dei musulmani di costruire una moschea proprio nella piccola piazza sottostante la basilica dell’Annunciazione. Ricordo che avevano montato una grande (e davvero triste) tenda nera sopra la superficie dove la si sarebbe dovuta edificare. Mi chiedevo come sarebbe stato possibile incastrarvi un edificio religioso proprio lì, tra il traffico cittadino e il suq che da quella piazzetta iniziava. I cristiani non ne volevano sapere e accusarono l’amministrazione israeliana di voler creare fratture tra i “palestinesi” (vale a dire arabi cittadini israeliani a loro volta n.d.r.). Dal canto suo il ministro degli Interni negava l’esistenza di secondi fini nell’aver concesso l’autorizzazione alla costruzione della moschea. Fu solo l’intervento di Yasser Arafat, l’allora leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, a far desistere i fondamentalisti musulmani dal portare avanti il loro progetto. Il brutto tendone nero fu rimosso e, che io sappia, non se ne parlò più.

Cafarnao – La nuova chiesa costruita sulla Casa di Pietro

Ma, tornando sulle rive del lago, non sono pochi i siti che rimandano ad una qualche suggestione. In quello di Cafarnao, dove viveva Pietro che ospitò Gesù, si può intuire come e di cosa viveva la gente del lago due millenni orsono. I resti della sinagoga possono far riecheggiare nelle menti i discorsi del Nazareno e commuoverne i cuori, ma non era quella la sinagoga dove predicava, bensì un’altra, andata distrutta, della quale rimangono i basamenti su cui quella ancor oggi visibile è stata edificata in periodo e stile bizantino. Pellegrini e viaggiatori si fermano anche a vedere quella che viene indicata come la casa di Pietro, sulla quale un architetto visionario ha edificato una chiesa sopraelevata, che la sovrasta. La maggior parte dei visitatori, e ancor più dei pellegrini, entra nel sito, visita, prega e fotografa, per andarsene via di corsa verso il pullman che li porterà altrove. Pochi si fermano ad ammirare i bassorilievi ricavati nelle travi di sostegno della sinagoga; pochissimi vanno un paio di chilometri più a est per vedere la piccola e bellissima chiesa russo ortodossa. L’interno è una gradita sorpresa, un’immersione inaspettata in un mondo diverso, fatto di altarini, affreschi, icone, lampade, tutti finemente decorati e rifiniti. Circondata da un piccolo e ben curato giardino, animato da pavoni e faraone, è un’isola di pace e di bellezza, costruita il più vicino possibile al sito di Cafarnao, già presidiato dai frati della Custodia di Terra Santa.  Sempre in zona si trova Tabga, dove la tradizione cristiana ritiene sia il luogo di due episodi dei Vangeli: la moltiplicazione dei pani e dei pesci e, discosto, quello in cui Gesù proclama il primato di Pietro. Vi sono due chiese e della prima, sede di un monastero benedettino, merita osservare gli antichi mosaici bizantini a tema nilotico oltre che, ovviamente, quello che riproduce il cesto con i pani e i pesci. Alzando lo sguardo si nota il tetto del piccolo atrio totalmente nuovo. Fu ricostruito a seguito di un attentato incendiario, che nel 2015, lo distrusse. Furono fermati alcuni ebrei ultraortodossi di un vicino insediamento, ma poi rilasciati non avendo trovato prove a loro carico, benchè il ritrovamento di una scritta in ebraico contro “i falsi dèi”, scritta sul muro del piccolo complesso, portò a pensare che quell’incendio non poteva che essere stato appiccato da quei gruppi integralisti.

Cafarnao – Sinagoga

La seconda chiesa è ancora più piccola, costruita con pietre basaltiche, direttamente sul lago. Oggi, a causa dell’abbassamento del livello del lago, tra le sue mura e l’acqua è emersa una piccola spiaggia ghiaiosa. Si vedono però chiaramente gli approdi, proprio a ridosso del muro meridionale, dove il lago arrivava a lambire la chiesa stessa. In questo luogo il Vangelo di Giovanni colloca l’incontro di Gesù con gli apostoli dopo la resurrezione e ricorda, come già Matteo, la frase riguardante Pietro. La spiaggetta è spesso motivo di distrazione per i visitatori, che ne approfittano per bagnarsi i piedi nel lago, fare foto, tante, commenti, risate e richiami che il luogo, francamente, non meriterebbe. Talvolta il programma delle agenzie turistiche prevede una gita in barca, che nelle intenzioni vorrebbe riprodurre le suggestioni della pesca miracolosa di Pietro. Così, tornando verso Tiberiade, si sale su barconi che compiono un giro al centro del lago. A volte il programma prevede una sosta dalla parte opposta, sulla costa orientale, proprio sotto le alture del Golan, dove il kibbutz Ein Gev ha attrezzato una sorta di tavola calda, per accedere alla quale è tuttavia necessario transitare dentro un grande negozio di souvenir e varia paccottiglia. Il kibbutz vero e proprio si trova poco distante, lontano dalle ondate di pellegrini sbarcati e affamati. È un luogo tranquillo, dove pure si può mangiare nella calma e, se non è Shabbat quando anch’esso è reso d’assalto dagli israeliani, con poca gente attorno. Anche qui, come già nel kibbutz Ma’agan, la presenza di torrette di avvistamento e di bunker ricorda un passato in cui quello era un luogo che regalava sonni inquieti.

Cafarnao – Chiesa russo-ortodossa