[Personaggi: alcuni famigliari di Axel von Fersen, e cioè sua madre, Hedvig e Sebastian Klinkowström, figli adolescenti della sorella maggiore di Axel Fersen, morta da pochi mesi; “papà” Klinkowström, vedovo della stessa sorella; Ulla Fersen, una cugina di Axel Fersen, con la famiglia; la duchessa, moglie del duca Carl, fratello del defunto re Gustav III di Svezia; Fredrik Sparre, gran cancelliere. Un invitato speciale è il signor Carl Göran Silverhjelm, ufficiale dell’esercito studioso del “magnetismo animale” o mesmerismo, e fondatore della prima società svedese a ciò dedicata].


Mercoledì 4 febbraio 1795, Stoccolma.

Tempo grigio, vento, pochissima neve, -8; -5; -10 gradi. Pranzo a casa. Cena dal re. Al mattino ho portato Hedvig con me sulla slitta. Siamo stati con la duchessa a fare la prima colazione a Hagalund con molta allegria: in estate quel posto dev’essere proprio incantevole. La locanda è stata costruita mentre io ero all’estero, insieme ai lavori per il padiglione estivo di Haga. A pranzo c’era Ulla Fersen, sua figlia, suo marito, il barone Mörner, e il signor Silverhjelm, il grande magnetizzatore. Si sarebbe fatto un esperimento: far parlare nel sonno indotto [ipnosi] Hedvig o il piccolo Sebastian, che mia madre aveva fatto partecipare a quel pranzo. Mia madre, infatti, aveva dichiarato, e a ragione, che non le era possibile credere a tutti quegli esperimenti di cui si parlava, a meno che non fossero riusciti su qualcuno di cui lei si fidasse. Dopo che ci fummo alzati da tavola ebbero inizio gli esperimenti. Silverhjelm si sedette su una sedia collocata proprio accanto a quella di Hedvig, alzò le mani mettendogliele davanti al viso, le chiuse gli occhi con le dita, poi fece con esse mille gesti strani. Ma dopo dieci minuti buoni, dichiarò che la ragazza non si sarebbe addormentata, che già dopo pochi minuti è possibile capire, dagli occhi, se il soggetto si addormenterà o no. Fu poi il turno del piccolo Sebastian, di mio fratello – che pure ha una grande propensione a cadere addormentato – e persino di “papà” Klinkowström, che durante tutte le fasi precedenti dell’esperimento aveva dormito sulla sua sedia, ma il sonno non fu indotto in nessuno di loro. Io ero un pochino tentato di provare, mi trattenne però il timore di dire cose, che poi mi sarei pentito di aver detto, davanti a tutta quella gente.

Il barone Silverhjelm ci salvò dalla delusione con i suoi racconti, è veramente un tipo del tutto pazzo. Riferì che il duca Carl, che si addormenta se solo il barone lo guarda, nel 1788 aveva predetto tutta la rivoluzione francese e tutto il sangue che sarebbe scorso, e persino l’assassinio di re Gustav, la sua reggenza e la composizione dell’attuale governo, con la nomina di Fredrik Sparre e molto altro, che non era ancora conosciuto da nessuno. Silverhjelm ha raccontato anche che i sonnambuli dicono sempre i loro più intimi segreti. Dall’anno 1788, prima della rivoluzione, hanno cominciato a parlare, e qui come a Lione parlavano tutti nello stesso momento. Tutto ciò è più fantasioso di una favola; per quanto mi riguarda, non crederò mai se non a ciò di cui sono stato testimone con i miei occhi.