Bernadette Soubirou – Capitolo 1: notizie biografiche

Bernadette - Casa Natale
La casa natale di Bernadette Soubirous

Siamo nel 1843: il padre di una certa Louise, Justin Casterot, mugnaio, morì in un incidente di carretti sulla strada che conduceva a Poueyferré. Poiché al mulino non vi erano che ragazze, si pensò di fare sposare la figlia maggiore Bernarda con Francois Soubirous, un garzone mugnaio di 35 anni, affinché l’attività non si arrestasse. Francois però preferì la minore, di soli 16 anni (Louise), insieme avranno 9 figli dei quali ne sopravviveranno solo cinque. Bernadette, Toinette, Jean Marie, Justin e Pierre (il figlioccio di Bernadette). Tra i due vi era un’ enorme differenza d’età, ben 19 anni. Bernadette nacque un anno dopo il loro matrimonio mentre Francois esercitava la professione di mugnaio presso il molino di Boly.

Bernadette nacque il 7 gennaio del 1844 nella festa dell’Epifania e venne battezzata al 9 dello stesso mese, data in cui ricorreva l’anniversario di matrimonio dei genitori. I padrini furono: Jean Véderé e Bernarde Casterot sorella maggiore di Louise.  Il fonte battesimale è ancora oggi visitabile nell’attuale chiesa parrocchiale di Lourdes.

Bernadette aveva solo 10 mesi quando la madre ebbe un incidente che le causò delle brutte bruciature al seno ( pare si fosse addormentata davanti al fuoco del camino e che sia cascata sopra le braci), per tale motivo dovette interrompere l’allattamento e affidare la piccola ad una nutrice del paese di Bartrès, una certa Maria Lagues. Bartrès si trovava a soli 4 chilometri da Lourdes. I genitori poterono riprendere Bernadette solamente quando ebbe compiuto 2 anni. Per loro fu importante riaverla in quel dato momento, dal momento che era da poco tempo deceduto il secondogenito a soli due mesi dalla nascita.

Soubirous fonte battesimale
Fonte battesimale dove fu battezzata Bernadette

Alcuni mesi più tardi nacque Antoniette detta “Toinette” e nel 1851 Gian Maria. Purtroppo a poco a poco per diversi motivi, gli affari del mulino di Boly andarono peggiorando:

  1. Francesco e Luisa entrambi analfabeti, non tenevano nessuna contabilità, dimenticandosi così di reclamare quanto gli era dovuto da coloro che non avevano il denaro per pagarli. A questi loro spesso dicevano: “ci pagherete quando potrete”, ma così il denaro non rientrò mai;
  2. Luisa, mentre le donne attendevano che il grano venisse macinato, offriva loro del cibo, consumando così molte volte più di quello che pagavano loro per la farina;
  3. le macine erano oramai logore e nel ripararle Francois rimase ferito ad un occhio (pare a causa  di  una scheggia di pietra). Resterà così menomato per tutta la vita. Senza considerare poi che i setacci  per lo più bucati fecero diventare la farina di scarsa qualità e quindi non facilmente vendibile;
  4. ultimo motivo, la nascita dei primi mulini industriali, estremamente concorrenziali.

Fu così che nel 1854 i Soubirous dovettero lasciare il mulino non potendo più pagarne l’affitto, al tempo Bernadette aveva 10 anni e da qualche tempo aveva iniziato a soffrire di crisi d’asma. Francesco divenne così un bracciante alla giornata per lo più presso il fornaio “Maisongrosse”, o presso il vetturale “Cazenave”. Per Cazenave, accompagnava viaggiatori e strigliava i cavalli della loro scuderia. Louise, invece, svolse alcuni lavori

Soubirous i genitori
François Soubirous e Louise Castérot

domestici su richiesta (bucato, lavori di cucito, lavori nei campi) e si fermò solamente nel 1855, quando nacque il piccolo Giustino. Riprese però quasi subito il lavoro e Bernadette le portava il piccolo per la poppata ovunque ella si trovasse a lavorare. Nel 1855, si abbatté su Lourdes anche una forte epidemia di colera. Sarà la debole Bernadette ad esserne colpita, riuscirà a sopravvivere, riportandone però disturbi che la accompagneranno per tutta la vita. L’anno successivo le cose non migliorarono, infatti, verso la fine del 1856 iniziò una carestia generale, causata dallo scarso raccolto. Il governo per tale motivo fece distribuire gratuitamente la farina e per il nostro mugnaio che aveva dovuto ripiegare su uno dei mulini più poveri, quello di Arcizac, fu la rovina completa. Nel frattempo Bernadette abbandonò la scuola e il catechismo per fare da balia ai fratelli.

Secondo il censimento del 7 marzo 1856, i Soubirous abitavano in rue des Petits-fossés, al cachot, una vecchia prigione insalubre adibita ad altro uso. Una stanza unica di 3 x 4 metri, che era stata offerta loro dal cugino Sajous. Il 27 marzo seguente Francois venne accusato ingiustamente di aver rubato due sacchi di farina e per questo sconterà 8 giorni di cella. Data la condizione della famiglia Soubirous, la nutrice di Bartrès, per aiutarli, chiese di mandarle Bernadette affinchè custodisse le sue pecore. La famiglia accettò, considerando che la figlia avrebbe potuto mangiato meglio e che l’aria più salubre avrebbe per certo giovato alla sua asma.

Fu così che verso la fine del 1857 Bernadette lasciò Lourdes alla volta di Bartrès. Nel suddetto luogo sono ancora visibili e visitabili i luoghi dove ella dormiva e l’ovile che accudiva.

La nutrice non solo le impedì di frequentare il catechismo e la scuola ma si improvvisò

Soubirous Ricovero a casa della nutrice
Ricovero a casa della nutrice

sua insegnante, aveva pretese enormi e la picchiava con un bastone ogni qualvolta la memoria la tradiva. Molte volte gettava il libro a terra dicendole: “tu non saprai mai niente!!”. Alcuni sostengono che la nutrice si sia comportata in questo modo con la ragazzina per rabbia, dato che lei era sopravvissuta grazie al suo latte, mentre suo figlio le era morto tra le braccia. Il 28 gennaio 1858 Bernadette riuscì a convincere, dopo varie suppliche i genitori, a fare ritorno al cachot; voleva assolutamente andare a scuola e fare la prima comunione. Preferiva la povertà e la fame, piuttosto che rinunciare all’amore familiare.

Bernadette venne così iscritta all’ospizio, ovvero alla scuola delle Suore della Carità di Nevers (nell’ospizio venivano accolti solo gli indigenti). Due volte la settimana l’abate Pomian, uno dei tre vicari dell’abate Peyramale e curato di Lourdes, teneva corsi di catechismo ai suddetti allievi. Il giovedì, giorno di vacanza settimanale, Bernadette si dedicava ai fratelli e ai lavori domestici, con tanta dedizione recitava anche il Santo

Soubirous
Casa della nutrice

Rosario e la preghiera della sera. All’inizio del 1858 il lavoro era ancora difficile da trovare e mal retribuito e i Soubirous tiravano avanti a fatica. Nei giorni senza lavoro Louise andava a cercare sulle sponde del fiume Gave ogni genere di detriti rigettati dalle piene, ossa, rottami di ferro e ogni genere di rifiuti che raccoglieva e andava successivamente a contrattare dalla straccivendola per qualche moneta. Raccoglieva anche legna secca, con la quale faceva fascine, che vendeva solamente dopo aver prelevato la quantità necessaria ai bisogni della casa.