Quattro passi nei boschi della tecnologia: il browser

Come districarsi nei rovi spinosi dei termini ostici e uscirne vincenti

A chi mi avesse detto all’inizio dell’anno che presto ci sarebbe stata una pandemia e che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre a causa di un nuovo banale virus influenzale, gli avrei risposto che non ci avrei creduto. E invece…

Oltre alle cose negative che questo coronavirus ci ha portato, ci sono anche cose positive. La tecnologia, che fino a poco tempo prima potevamo guardare con disprezzo a causa di un linguaggio spesso ostico, adesso ci può venire incontro.

Inizio una rubrica settimanale che dovrebbe servire a chiarire molti dei termini di cui non conosciamo il significato, ma che usiamo quotidianamente. Aiutandoci a superare le barriere che spesso ci scoraggiano dall’usare i mezzi tecnologici.

Pensiamo a come questi mezzi possono farci raggiungere i nostri obiettivi o i nostri desideri. È vero che non possiamo uscire, ma possiamo aprire Google Earth, farci un giro virtuale per le montagne della Cina, “passeggiare” per le strade del Giappone o addirittura dell’Antartide o fare quattro passi in 3D per il Louvre. Imparare a usare la tecnologia e capire il significato dei termini tecnici è comunque molto più semplice che imparare una lingua, vista la minore quantità di cose da memorizzare.

Più passa il tempo e più veniamo a contatto con nuovi sistemi operativi, sono nuovi modi che ci permettono di interagire con i dispositivi che abbiamo a disposizione, siano questi personal computer, tablet o cellulari.

Ogni nuovo sistema con cui abbiamo a che fare ci costringe a dover entrare in un modo diverso di pensare. Sempre paragonando la tecnologia a una lingua, si potrebbe dire che ogni sistema operativo ha una sua grammatica, e che in fondo le grammatiche tra di loro non si discostano troppo, sono più simili che diverse.

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Partiamo da una delle parole e delle applicazioni più usate in uno qualsiasi dei dispositivi che ho nominato sopra e che spesso ignoriamo di stare usando.

Il Browser, ogni volta che nomino questa parola al mio corso di informatica per Smartphone la maggior parte dei presenti mi guarda come se avessi parlato ostrogoto, appunto.

Se invece dico di aprire Chrome, Safari, Explorer, Opera o Firefox arrivano sospiri sollevati, qualcuno si spinge a dire: – Ma allora me lo poteva dire prima!

La consapevolezza è una delle porte della conoscenza e la conoscenza può farvi oltrepassare ostacoli ritenuti fino a poco prima insormontabili.

Del resto anche io fino a poco tempo prima pensavo che la tecnologia avesse a che fare con gli ostrogoti.

Ma cos’è un Browser?

Si può dire semplicemente che un Browser è un programma che ci permette di visitare i siti internet.

Come un’automobile ci permettere di raggiungere la meta, digitando un sito su un motore di ricerca in un Browser possiamo raggiungere le informazioni che stiamo cercando.

Ci sono diverse marche di automobili, (Fiat, Mercedes, Ferrari) così come ci sono diversi nomi di applicazioni Browser (Firefox, Safari, Explorer).

Dalla prossima settimana saliremo sulla nostra auto informatica, cioè apriremo il browser, e andremo a visitare il mondo di internet.

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