Mengele – Capitolo 2: biografia

Josef Mengele, detto Bepo, nasce a Gunzburg Am Donau il 16 maggio 1911, figlio di Karl, un autocrate, ricco proprietario di una grande fabbrica di macchine agricole, che interessa e coinvolge l’intera cittadina e di una donna austera, cattolica osservante, Walburga Hupfauer detta Wally. Ha due fratelli, Alois e Karl soprannominati Lollo e Karlo. Il futuro medico vive un’infanzia agiata, spensierata e senza problemi. Ha due hobby: suonare Wagner al pianoforte e giocare a calcio come terzino.

Durante il conflitto della Prima Guerra Mondiale il padre viene inviato sul fronte occidentale e sarà la madre a mandare avanti la fabbrica. Al suo ritorno si risolleverà notevolmente inventando nuovi macchinari come trebbiatrici, macine per tritare barbabietole da zucchero e trattori spargi concime.Josef in questo periodo non si interessa di politica tantomeno del Nazionalsocialismo. Un suo compagno dirà di lui: era un ragazzo di intelligenza superiore alla media, perfettamente normale e senza complessi, molto socievole, un conversatore affascinante, un casanova dal carattere aperto e dal temperamento sportivo.Le sue inclinazioni nazionalistiche di destra si mostrano nel 1931 all’età di 20 anni quando aderisce allo Stahlhelm (ovvero elmetto d’acciaio), un’organizzazione nazionalistica di veterani di guerra. Diventa entusiasta del Partito Nazionalsocialista e decide pertanto di entrare nelle SA nel 1934.

Nel 1935 vince la resistenza paterna che lo vuole inserito nella fabbrica di famiglia e si laurea a Monaco in Filosofia con una tesi su Kant.

Nel 1937 chiede di essere iscritto al Partito e l’anno dopo, ricevuta la tessera, fa richiesta di poter entrare a far parte delle SS. Sposa Irene Shoenbein, una protestante, contro il volere della famiglia.

Nel 1938 si laurea in Medicina a Francoforte sul Meno discutendo la tesi: “Indagini su gruppi famigliari e stirpi, in base a anomalie delle labbra, della mandibola e del palato”. A questo punto la sua vita e ben tracciata, probabilmente plagiata dal suo insegnante, un luminare e fanatico razzista: il professor Ottmar Freiherr von Vershuer. Ottmar fu autore del libro: RassenbiologiederJuden (Biologia razziale degli ebrei), impregnato di antisemitismo. Di lui sappiamo che divenne direttore della facoltà di genetica del Fischer Institut di Berlino e di quella di Scienza dell’ereditarietà razziale di Francoforte sul Meno e infine del dipartimento di antropologia del prestigiosissimo Kaiser Institut di Berlino. Mengele diventerà il suo assistente.Nel 1941 dopo aver prestato servizio militare nel 137° Reggimento delle Alpi (Tirolo), Josef viene ammesso tra le SS. Nel 1942 viene inquadrato nella 5° Panzer Division Wiking delle Waffen SS nella qualità di medico (Fronte Sud). Si guadagnò così una Croce di ferro di 2° classe e poi una di 1°. Il 30 maggio del 1942 dopo essere stato ferito, ricevette il grado di SS Hauptststurmführer ovvero di capitano.

Tre furono le sue pubblicazioni:

  1. la prima ad essere pubblicata fu la sua tesi di laurea all’istituto di antropologia di Monaco dal titolo “Ricerca di morfologia razziale sul segmento anteriore della mandibola in quattro gruppi razziali”. Secondo lui i segmenti anteriori della mandibola mostravano differenze tali da prestarsi molto bene al fine di istituire distinzioni razziali;
  2. la seconda fu sua tesi di laurea in medicina, pubblicata nel ’38 intitolata: “Ricerche genealogiche su casi di labbro leporino, gnatoschisi e palatoschisi”;
  3. la terza pubblicazione invece intitolata: “Sulla trasmissione ereditaria delle fistole dell’orecchio” venne anche pubblicata sul periodico “Der Erbarzt(Il medico genetista) diretto da Ottmar.

Questi scritti sono pieni di grafici, diagrammi e fotografie che affermano più di quanto non dimostrino. Ciò che invece traspare è l’impegno di Mengele nel mettere la scienza al servizio della visione nazista.Mengele arrivò ad Auschwitz all’età di 32 anni il 30 maggio del 1943 su chiaro consiglio del prof. Ottmar. L’assegnazione di fondi per i suoi esperimenti invece arriverà il 18 agosto. Il documento di concessione descriveva in modo vago una ricerca concernente

proteine specifiche“,mentre una seconda ricerca si proponeva come oggetto di studio il colore degli occhi.

Ottmar scrisse che la ricerca aveva

l’autorizzazione del Reichsführer Himmler

e che tale ricerca, si sarebbe basata su specifici esami antropologici. Fece inoltre la richiesta che tali esami successivamente avrebbero dovuto essere spediti esclusivamente al suo centro di ricerca.Sappiamo che la moglie di Mengele non lo seguì al campo e si pensa che proprio per questo lui iniziò a tradirla. Le donne dicevano di lui:

è bello, profumato, elegante pare un’attore!

Era solito al campo scegliere tra le prigioniere più belle, passarci la notte e poi farle uccidere la mattina seguente. Per molti Mengele incarnò il processo delle selezioni, difatti era presente a tutti i trasporti e se non poteva ci mandava qualcuno di sua fiducia. In realtà, secondo prove certe, Mengele avrebbe fatto i suoi turni alla banchina come qualsiasi altro. Ciò che fece credere che lui fosse sempre presente era dovuto al fatto che si recava alla banchina anche quando non era di turno e questo accadeva perchè voleva essere certo che i gemelli venissero conservati per lui. Da loro si faceva chiamare zio. Svolgeva il compito di selezionatore anche nei blocchi dell’ospedale. La dottoressa Lengyel, lo definì uno “specialista” delle selezioni.