Quattro passi nei boschi della tecnologia: le videoconferenze

Come districarsi nei rovi spinosi dei termini ostici e uscirne vincenti

Zoom è una parola che fino a poco tempo fa veniva associata agli obiettivi delle macchine fotografiche. Qualche settimana fa, mentre mi confrontavo con un’amica sulle possibilità di vedersi via internet lei mi dice:

– Ma hai provato Zoom?
– Cosa?
– Quel programma di videoconferenza che si usa adesso, leggero, pratico, e in condizioni di connessione non ottimali funziona meglio di Skype.

Perfetto! Proprio quello che cercavo, con la tecnologia ogni giorno se ne scopre una nuova.

Ho provato l’applicazione e in effetti l’ho trovata pratica e facile da usare.

Cos’è Zoom? 

Zoom Cloud Meeting. Di cosa si tratta? È una piattaforma ideata e sviluppata per videoconferenze di qualunque tipologia. Possiamo dire che ci permette di creare dei salottini virtuali dove incontrare gli amici, tenere lezioni o conferenze. 

Come funziona?

Si può scaricare sul computer, tablet o sul cellulare, ma si può usare anche dal famoso “Browser” (vi ricordate la settimana scorsa?). Si possono collegare fino a 100 persone in contemporanea. 

Possiamo fare delle lezioni on line, invitando gli allievi che fino a poco tempo fa incontravamo in aula, fare videoconferenze, ma anche incontrarci per caffè virtuali, e feste di compleanno tra persone care che per diverse ragioni si trovano lontane: un figlio che lavora all’estero, i nonni che sono lontani, o qualsiasi situazione che richieda un contatto ma che impedisca l’incontro fisico.

Diciamo per semplicità che una persona apre una stanza o salotto, cioè, fa partire il meeting.

Questa stanza ha un nome che è una stringa di lettere e numeri. “Gli invitati” ricevono questa stringa/nome della stanza che viene chiamato LINK (collegamento).

Il modo più comodo per mandare il link è tramite un messaggio Whatsapp o tramite email, o una qualsiasi altra applicazione di messaggistica tipo Telegram o il veterano SMS.

Schiacciando sul link veniamo “trasportati tecnologicamente” in questa stanza, (sembra un racconto di fantascienza). L’applicazione ci chiede se vogliamo unirci al meeting, schiacciando il tasto con scritto JOIN MEETING facciamo una richiesta per entrare in quella stanza.

Chi ha creato il meeting vedrà un messaggio di richiesta della persona che vuole partecipare e ammetterà questo partecipante alla videochiamata.

Un limite della versione gratuita (Basic plan) è che, nonostante si possa fare un numero illimitato di riunioni, quelle di gruppo con più di tre partecipanti hanno un limite massimo di 40 minuti. Ma scaduto il tempo si può aprire subito un’altra “Stanza” (Room Zoom) e così si può andare avanti con il meeting.

Un limite, quello dei 40 minuti, che un suo concorrente, Cisco Webex Meeting, un’altra piattaforma di videoconferenza funzionante in modo simile, in questi giorni ha tolto, permettendo di poter fare videochiamate con più di due persone senza il limite dei 40 minuti, anche a chi si registra con un piano gratuito.

Si è parlato anche di problemi di sicurezza, qualsiasi applicazione di successo attrae anche potenziali “disturbatori” come succede con i truffatori che si nascondono sotto falso nome su Facebook. 

Per fortuna gli sviluppatori delle applicazioni cercano prima possibile di risolvere eventuali problemi che possono insorgere. Ad esempio, su Zoom, fino a poco tempo fa se qualcuno metteva il link di un meeting su un social, poteva capitare che entrasse qualcuno che non era stato specificatamente invitato, adesso questo non è più possibile, a chi crea il meeting appare il nome della persona che vuole entrare e decide se ammetterlo o meno al meeting.

Sono curiosa di sentire le vostre esperienze al riguardo, aggiungete i commenti così che possiamo condividere curiosità, domande ed esperienze.

Alla prossima e buona tecnologia!

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