Questi ultimi anni sembra di vivere sulle montagne russe in un limbo non ben definito. Chiusure, aperture, soluzioni, problemi che si ripresentano, distanze e speranze di riavvicinarsi.

Sentiamo una grande nostalgia per le libertà che potevamo vivere e stiamo dando loro un valore diverso, capendo quante cose davamo per scontante e quante piacevoli possibilità ci erano ormai venute a noia. D’altronde lo sappiamo tutti, gli esseri umani sembrano programmati per desiderare e disperarsi per quello che non hanno e appena lo ottengono devono trovare subito qualcos’altro da volere e ottenere.

Troppe parole e troppi pensieri vengono impiegati per lamentarsi, dopotutto il passato (per quanto difficile sia stato) ci risulta sempre più accettabile e piacevole del presente. Spetta a noi, per il nostro bene, interrompere la catena di malessere e malcontento che viene sovralimentata dai mezzi di comunicazione e dal pensiero comune.

Qualsiasi momento della nostra vita presenta difficoltà, alle quali bisogna dare il giusto spazio e peso per evitare che soffochino tutto il resto.

Da questa necessità di rinascita, che tutti noi stiamo sperimentando, si è sviluppata l’idea di rinnovare la grafica di Clio, che negli ultimi mesi ha raggiunto una visibilità e un apprezzamento che non potevamo in alcun modo immaginare. La concezione classica della rivista andava troppo stretta alla nostra realtà, che è diventata un vero e proprio luogo di sperimentazioni, scoperte sull’attualità e nuove visioni sul passato. Una nuova facciata era doverosa per essere più fedeli alla vera natura di questo strumento così ricco e utile.

Davanti ad un momento di grande difficoltà, tendenzialmente, si reagisce in due modi: o ci si blocca nella speranza che si debba cambiare il meno possibile e si demanda ad altri la soluzione del problema per paura di dover affrontare i cambiamenti del nostro mondo oppure si coglie l’occasione di fermarsi, considerare e valutare quanto fatto finora, archiviare i successi e tenerli sempre a portata di mano come fonte importante di conferme e risposte mentre gli insuccessi e le situazioni di difficoltà devono considerati per quello che realmente sono: materia da poter (ri)plasmare a nostro piacimento per trovare nuove possibilità e potenzialità.

Abbiamo deciso di non contrastare il bisogno di rinnovarsi, lo abbiamo assecondato ed ecco a voi il risultato, che molto probabilmente non sarà definitivo, perché lo sappiamo molto bene: cambiare è una fatica però non annoia quanto il sedersi a piangere su ciò che è stato.

Buone letture a tutti e che ogni di voi possa trovare tra le pagine di Clio uno spazio piacevole di conoscenza e scoperta.