Madame Royale: il vero carattere

Nell’inverno 17895-1796, il conte Fersen si era recato a Vienna in occasione dell’imminente liberazione della figlia del re di Francia. Il motivo principale della visita non era né la curiosità di vedere la prigioniera, ancora adolescente, né di renderle onore. In realtà, il fine di Fersen era quello di riscuotere una ingente somma di denaro che lui e due nobildonne avevano anticipato al defunto re di Francia, per organizzare la fallita fuga di Varennes. Del credito il conte conservava la ricevuta, firmata dal re e dalla regina defunti, che riteneva avere il valore di un impegno morale per l’imperatore d’Austria e per Madame Royale [l’uno nipote, l’altra figlia di Marie Antoinette]. Non era così, e sprecò il suo tempo, esponendosi all’umiliazione di essere un questuante fra tanti, senza ottenere il denaro anticipato. In questo frangente l’imperatore iniziò una serie di manovre a scaricabarile, implicando il volere della nipote, peraltro minorenne. Una umiliante storia di scarico di responsabilità, che sembra ripetersi con caratteri invariabili fino ai nostri giorni. Madame Royale rivelò il suo vero carattere di adolescente cresciuta in un ambiente violento e insicuro.

Nonostante tutto ciò, il conte continuò a lungo a chiedere un incontro personale con la principessa, che non poté mai ottenere. Restò creditore per sempre nei confronti del Regno di Francia, che del resto non esisteva più.

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