Goya e il ritratto della famiglia dei Duchi di Osuna

1788 - I Duchi Di Osuna Con I Figli
I duchi di Osuna con i figli (1788)
Museo del Prado, Madrid

Questo ritratto è uno dei grandi capolavori del panorama artistico europeo firmati da Francisco Goya.

Quando accetta la commissione dei duchi di Osuna per il loro ritratto di famiglia, Goya prende una decisione apparentemente controcorrente rispetto al suo percorso artistico, infatti decide di tornare alla tradizione spagnola legata a questo genere di dipinti.

I ritratti spagnoli dovevano soddisfare caratteristiche ben precise; innanzitutto veniva richiesto un forte realismo, oltre ad una vera e propria indagine sugli aspetti sia fisici sia psicologici del soggetto. Un impegno non indifferente in commissione simili a quella dei Duchi di Osuna dove le persone da ritrarre erano più d’una. Diverso era il ritratto italiano che tendeva ad idealizzare il personaggio che veniva a volte migliorato nel suo aspetto fisico e nel portamento. Ciò portava molto spesso l’artista a dare un giudizio a priori della persona da ritrarre, dal momento che si dipingeva una considerazione nei suoi confronti e non semplicemente il suo aspetto.

Ogni artista può avere dei periodo in cui si possono riscontrare particolarità tipiche nella sua pittura, Goya negli anni ’90 tendeva a realizzare sfondi grigi omogenei. L’assenza di una vera e propria scenografia nel quadro (ad esempio una stanza o un giardino) permette di astrarre le figure da un luogo e, di conseguenza, mette ben in evidenza i personaggi rappresentati; espediente pittorico ben noto anche a Caravaggio.

Entriamo nello specifico, questo quadro fu realizzato nel 1788; commissionato a Goya da una delle più importanti famiglie di Spagna; all’epoca i conti di Osuna erano conosciuti soprattutto per le loro inclinazioni illuministe. In questo periodo storico il pensiero, coadiuvato dalla filosofia, viene considerato il potere forte che rappresenta le potenzialità del nostro intelletto, che tutto può capire, sondare e vagliare. I duchi di Osuna sono dediti alle pratiche filosofiche, scienza che più di qualunque altra richiede speculazioni mentali; da qui la scelta non casuale di Goya di rappresentare i loro volti innondati da una forte luce. Per onestà intellettuale e storica non possiamo attribuire questo espediente al nostro pittore, infatti possiamo ritrovarlo anche nei ritratti del grande maestro Velázquez, sulle cui opere si sono formate diverse generazioni di pittori spagnoli. Va però detto che nei quadri di Velázquez il significato della luce era ben diverso rispetto a quello di Goya: è la luce divina e non quella dell’intelletto.

A differenza di altri ritratti in cui Goya non si è fatto problemi nel mettere in risalto il distacco tra i vari membri della famiglia (ricordiamoci la famiglia dell’Infante don Luis di Borbone) in questa scena abbiamo un forte senso di intimità. Tutti i componenti della famiglia si toccano, creando un vero e proprio circolo indissolubile tra di loro.

1788 - I Duchi Di Osuna Con I Figli
Josefa Alonso Pimentel, contessa-duchessa di Benavente

La duchessa è il prototipo della donna illuminista. Goya la ritrae con il suo sguardo intelligente e con una lettera in mano. La sua eleganza è sobria, per i canoni dell’epoca, e possiamo notare un particolare quasi fotografico: i suoi bottoni sono delle vere e proprie miniature, un vezzo molto di moda in questo secolo.

I duchi di Osuna sono tra i maggiori mecenati di Goya. Nella loro collezione privata si contavano ben 20 opere firmate dal maestro, sei delle quali appartenevano alla serie sulla stregoneria. Un tema che riscontrò un notevole successo all’epoca, data la spiccata morbosità e la forte critica sociale nei confronti dell’oscurantismo e della superstizione.

Goya fa davvero fatica a fermarsi ad una semplice riproduzione della realtà nelle sue opere. È possibile trovare almeno un riferimento ad un suo pensiero in ognuna delle opere che portano la sua firma. In questo caso, la sua visione personale si manifesta sotto forma di dubbio nei confronti del “credo” dei suoi mecenati. Secondo, loro grazie al pensiero e all’intelligenza era possibile sondare tutto e avere pieno controllo degli eventi. Inutile dirlo, Goya non è di questa idea. Egli aveva fortemente radicata in sé l’idea dell’instabilità e dell’incapacità di controllare il proprio destino; ecco perché i membri di questa famiglia sono rappresentati sì con il volto illuminato ma con visi così bianchi che li fanno sembrare dei fantasmi

1788 - I Duchi Di Osuna Con I Figli
I figli dei duchi di Osuna

I figli della coppia non sono molto diversi dai loro genitori, i loro volti sono ritratti con uno spiccato pallore e sono vestiti alla maniera di Rousseau, il pensatore francese sosteneva che i bambini non dovessero essere degli adulti in miniatura, come si era soliti considerarli all’epoca, ma dovessero essere liberi di giocare e godere della propria infanzia. Il pensiero controcorrente per l’epoca aveva trovato terreno fertile in questa famiglia, che si opponeva ai dettami tradizionali della società.

Un curiosità: questo quadro è conservato al Museo del Prado. Il bambino più piccolo, seduto sul cuscino, è Pedro de Alcantara che sarà uno dei direttori più importanti dello stesso museo che oggi conserva quest’opera.

1771 - Carlo III Con Gli Abiti Del Suo Ordine
Mariano Salvador Maella – Carlo III negli abiti dell’omonimo ordine (1771)

Questo quadro si incastona in un momento storico decisamente importante per la Spagna, che era iniziato nel 1759 (all’epoca Goya aveva 13 anni) quando sale al trono Carlo III di Borbone (che fra le molte azioni intraprese, si deve annoverare anche l’apertura del Museo del Prado). Il panorama culturale e intellettuale della Spagna è animato dall’arrivo di nuovi impulsi in ambito scientifico, artistico e anche commerciale.

La Spagna di quest’epoca, però, gode di uno scarso fiorire artistico. Per ovviare a questa mancanza, Carlo III chiama artisti di grandissimo livello quali il tedesco Mengs e il veneziano Tiepolo per poter infondere alla Spagna nuovi impulsi moderni. È l’epoca anche in cui viene fondata l’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando, che dedica il suo impegno allo sviluppo del Neoclassico.

L’Illuminismo è appannaggio di pochi ed è anche estremamente pericoloso, dal momento che è ostacolato dall’Inquisizione, che in Spagna non si è mai posta scrupoli e grossi limiti per perseguire i suoi ideali e scopi.

1789 - Ritratto Di Carlo IV
Carlo IV (1789)
Francisco Goya

Con l’avvento invece di Carlo IV la situazione precipita. È un uomo inadatto a regnare e compie una lunga serie di errori che portano il Paese verso la catastrofe. Questo periodo nefasto culminerà nel 1808 quando Napoleone entrerà a Madrid e destituirà il re.

Seguiranno cinque lunghi anni di guerra, portata avanti dal popolo spagnolo per potersi liberare del controllo napoleonico. Questo periodo di guerra caratterizzato da uccisioni, carestie e rovina viene documentato con freddo realismo da Goya nelle sue opere ed incisioni.

Alla fine di questo conflitto sale sul trono Ferdinando VII. Tutte le aspettative di libertà verranno però disattese. Dopo una breve parentesi liberale, il re inizierà ad esercitare in modo dispotico il suo potere, allontanando tutti i liberi pensatori dal regno. Tra le persone che si allontanano dalla Spagna abbiamo anche il nostro Francisco Goya, che molto preoccupato per la sua incolumità decide di lasciare la sua terra natale e di trasferirsi a Bordeaux, dove non smetterà mai di sperimentare e sondare le novità in ambito pittorico, sino alla sua morte.


Articolo tratto dalla serie pubblicata il 2 aprile 2020 (https://latelier91.wordpress.com/2020/04/02/goya-capitolo-4-la-famiglia-dei-duchi-di-osuna/)

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