Giotto e il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze: Guida Completa

Il Crocifisso di Giotto a Santa Maria Novella (1290-1295) rappresenta una svolta rivoluzionaria nell’arte italiana. Quest’opera di 5,78 metri segna il passaggio dallo stile bizantino al naturalismo, introducendo per la prima volta la tecnica del chiaroscuro nella pittura medievale.


Informazioni Essenziali sul Crocifisso di Giotto

Giotto e il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze: Guida Completa
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  • Artista: Giotto di Bondone (1267 ca. – 1337)
  • Titolo: Crocifisso di Santa Maria Novella
  • Data di realizzazione: 1290-1295 circa
  • Ubicazione: Chiesa di Santa Maria Novella, Firenze
  • Dimensioni: 5,78 metri (altezza) x 4,06 metri (larghezza)
  • Tecnica: Tempera su tavola
  • Innovazione principale: Introduzione del chiaroscuro e naturalismo

Dove Si Trova il Crocifisso di Giotto?

Santa Maria Novella a Firenze: Giotto e il Crocifisso
Santa Maria Novella a Firenze

Il Crocifisso si trova nella Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, uno scrigno prezioso che racchiude un tesoro artistico che tutti dovremmo conoscere e vedere almeno una volta nella vita. Entrando dalla porta laterale della chiesa e passando per il chiostro, si viene immediatamente colpiti dall’imponenza e dalla meraviglia di questa opera monumentale.

La Biografia di Giotto: Tra Storia e Leggenda

Chi era Giotto di Bondone?

Giotto di Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto, nacque a Vicchio (città natale anche di Beato Angelico) intorno al 1267, nella zona metropolitana di Firenze. Divenne uno dei più importanti pittori della Storia dell’Arte di tutti i tempi, conquistando non solo l’Italia ma l’intera Europa medievale.

La sua famiglia di origine apparteneva alla classe medio-bassa, essendo piccoli proprietari terrieri; Giotto tentò di migliorare la propria situazione economica trasferendosi nella grande città di Firenze, che all’epoca era il centro culturale ed economico più importante d’Italia.

Giotto fu davvero allievo di Cimabue?

A questo punto, storia e mito si fondono. La tradizione racconta che dopo l’arrivo a Firenze, Giotto fu messo a bottega da Cimabue e qui si formò artisticamente arrivando a superare il proprio maestro. Così come scrive Dante Alighieri nel Purgatorio, diventando di diritto uno dei primi critici del pittore toscano:

Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura:
Purgatorio XI – 94,96

Importante: Ad oggi non sono stati trovati documenti che attestino con certezza l’apprendistato di Giotto presso Cimabue. Possiamo continuare a considerare questa ipotesi come probabile ma dobbiamo essere pronti a rivedere le nostre certezze qualora emergano nuovi documenti.

Le opere principali di Giotto a Firenze

Giotto è stato davvero molto prolifico e ha lasciato diverse opere d’arte pittoriche a Firenze, tra le più importanti possiamo ricordare:

  • Il Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1295)
  • Il magnifico Campanile del Duomo di Firenze
  • Gli affreschi nelle Cappelle Peruzzi e Bardi in Santa Croce
  • La Maestà di Ognissanti (Galleria degli Uffizi)

Il Crocifisso di Santa Maria Novella: Caratteristiche e Dimensioni

Quando fu realizzato il Crocifisso?

Quest’opera dalla dimensione impressionante è stata realizzata tra il 1290 e il 1295 circa ed è più o meno coeva dell’altra opera maestra realizzata nello stesso periodo: la serie di affreschi nella Basilica di San Francesco ad Assisi.

Perché il Crocifisso di Giotto è rivoluzionario?

Questo Crocifisso, nonostante possa sembrare molto classico e comune agli occhi moderni, rappresenta un grande punto di svolta nella realizzazione pittorica del Trecento. L’innovazione principale consiste nell’abbandono dello schema bizantino in favore di una rappresentazione naturalistica del corpo umano.

Cimabue vs Giotto: il confronto tra maestro e allievo

Crocifisso di Cimabue a Santa Croce, Firenze
Crocifisso di Santa Croce (1272-1289 circa)
Cimabue – Firenze

Le proporzioni del Corpo: prima differenza fondamentale

Il primo aspetto a cui dobbiamo dare la giusta importanza sono le proporzioni del corpo di Cristo. Il maestro di Giotto, Cimabue, era molto legato allo stile bizantino, che sappiamo essere stato quello dominante all’epoca.

Il Crocifisso di Santa Croce di Cimabue

L’Arte Bizantina proponeva moduli molto rigidi, addirittura schematici, che non prevedevano alcuno sforzo nel realizzare un risultato verosimile. Nel Crocifisso di Santa Croce (1272-1289 circa) realizzato da Cimabue, il corpo non sembra avere né peso né una reale consistenza e presenza corporea.

La Rivoluzione Naturalistica di Giotto

Il Crocifisso di Santa Maria Novella è tutt’altra cosa. Il corpo del Cristo pesa sulla croce e ha una postura proporzionata alla posizione e situazione in cui si trova. Giotto sente la necessità di superare gli schemi bizantini che proponevano una realizzazione in serie delle immagini e vuole donare alle sue figure una maggiore somiglianza al vero e unicità.

Tabella comparativa: differenze tra Cimabue e Giotto

AspettoCimabue (Stile Bizantino)Giotto (Stile Naturalistico)
ContorniNetti, rigidi e marcatiMorbidi e sfumati
Tecnica dominanteDisegno con lineeChiaroscuro
CorporeitàAssente, figura piattaPresente, corpo volumetrico
Peso del corpoNon percepibileRealistico e gravitazionale
ProporzioniSchematicheAnatomicamente corrette
ObiettivoSimbolo da decodificarePersona da osservare

L’Influenza Greco-Romana Nell’Arte di Giotto

Da Dove Giotto Ha Tratto Spunto Per le Sue Idee Innovative?

Gruppo del Laocoonte, Musei Vaticani
Gruppo del Laocoonte (I a.C.-I d.C.)
Polidoro e Agesandro, Atenodoro di Rodi
Musei Vaticani (Roma)

Le rivoluzioni più innovative, a volte, sono quelle che affondano le loro radici nel passato; per Giotto è stato così: la riscoperta del mondo greco-romano ha infuso una forte spinta ad un linguaggio artistico (quello bizantino) che cominciava ad essere un po’ stantio e ripetitivo.

Anche se può sembrare paradossale, le maggiori spinte di cambiamento arrivano spesso da idee e pratiche del passato. Giotto rispolverò la visione dell’arte greco-romana, in cui gli artisti erano veri e propri virtuosi del verosimile, e la declinò in base alla maniera moderna.

La testimonianza di Benvenuto Cellini

Lo stesso Benvenuto Cellini, uno dei più grandi artisti fiorentini, autore del Perseo in Piazza della Signoria e orafo di grande maestria, disse di Giotto che:

tramutò l’arte di greco in latino e la ridusse in moderno.

Il confronto con l’Arte antica

L’Arte Bizantina rappresentò una cesura nei confronti di opere come il Gruppo del Laocoonte. Nonostante l’apice raggiunto dall’arte greco-romana nel rappresentare il corpo umano con realismo e dinamismo, in epoca bizantina si decise di compiere un’inversione di marcia e ripercorrere la strada tracciata dagli antichi egizi, quando l’arte non doveva ritrarre ma offrire simboli da interpretare per assimilare concetti.

All’epoca di Giotto, tra XIII e XIV secolo, i concetti religiosi erano già stati sufficientemente assimilati dalla popolazione cristiana e di conseguenza alcuni artisti sentivano bisogno di novità, infondendo maggior realtà e vita nelle loro figure. Il Crocifisso di Santa Maria Novella è uno dei migliori esempi di questo rinnovamento.

Il Chiaroscuro: la rivoluzione tecnica di Giotto

Trascina a destra e sinistra il bottone centrale per mettere a confronto le due immagini

Cos’è il chiaroscuro?

Il chiaroscuro è una tecnica pittorica che utilizza il contrasto tra luci e ombre per creare volume e tridimensionalità nelle figure. Questa tecnica sostituisce i contorni netti tipici dell’arte bizantina con sfumature progressive che modellano le forme.

Come Giotto utilizzò il chiaroscuro

Se mettiamo a confronto il Crocifisso realizzato da Cimabue e quello firmato da Giotto abbiamo la percezione che ci sia una differenza abissale tra i due, e la rivoluzione è da attribuirsi proprio al chiaroscuro.

La Tecnica Bizantina di Cimabue

Crocifisso di Cimabue a Santa Maria Croce, Firenze
Crocifisso di Santa Croce dettaglio
(1272-1289 circa)
Cimabue – Firenze

La caratteristica dominante della Pittura Bizantina è il contorno. Gli artisti delimitavano le figure con linee ben precise ed evidenti, accentuando più possibile il disegno e dando un’importanza secondaria all’uso del colore.

Il contorno rigido e netto crea un’immagine molto facile da leggere e riconoscere; essendo una rappresentazione dichiaratamente lontana dalla realtà, ci spinge a considerare la figura rappresentata come un simbolo da decodificare più che una persona da osservare.

Esprimendo il concetto in termini più semplici: osservando l’opera di Cimabue ci rendiamo subito conto che l’artista non fa nulla per nascondere la falsità dell’immagine.

L’Innovazione di Giotto: Sfumature al Posto delle Linee

Come abbiamo già avuto modo di capire, Giotto vuole infondere realismo alle sue opere e l’effetto che l’osservatore deve avere davanti ad una sua opera è quella di trovarsi di fronte alla persona ritratta e non ad una sua rappresentazione. Per ottenere questo effetto era necessario sviluppare una nuova tecnica pittorica. La soluzione venne offerta dal chiaroscuro.

Come funziona: Le linee nette dei contorni si attenuano e al loro posto compaiono contorni morbidi che creano le rotondità del fisico. L’occhio attento del pittore ha notato che i nostri corpi non sono delimitati da contorni scuri come nei disegni più infantili. Tutti gli oggetti sono modellati da un gioco di luci ed ombre.

È per questo motivo che Giotto usa le sfumature scure per delimitare il corpo, attraverso le quali riesce a creare queste rotondità delicate che producono nell’osservatore la sensazione di realtà e vera corporeità del Cristo in croce.

Giotto e il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze: Guida Completa
Crocifisso di Santa Maria Novella

L’Impatto della Tecnica del Chiaroscuro

Rispetto all’Arte precedente (e in parte ancora contemporanea per Giotto) questo cambiamento rappresenta un grande salto e un’innovazione che lasciava il pubblico stupito e meravigliato.

Questa nuova tecnica venne utilizzata da Giotto anche nella realizzazione di:

  • Alcune scene negli affreschi dedicati alla vita di San Francesco ad Assisi
  • La celeberrima Cappella degli Scrovegni a Padova
  • Gli affreschi nelle Cappelle Bardi e Peruzzi in Santa Croce

Conclusioni: perché il Crocifisso di Giotto

Il Crocifisso di Santa Maria Novella rappresenta uno dei momenti chiave nella storia dell’arte occidentale: il passaggio dall’arte simbolica medievale al naturalismo che culminerà nel Rinascimento. Osservare quest’opera dal vivo permette di comprendere la rivoluzione visiva che Giotto portò nella pittura del Trecento.

Per visitare il Crocifisso di Giotto: Recati alla Chiesa di Santa Maria Novella in Piazza della Stazione a Firenze. L’ingresso alla chiesa consente di ammirare anche altre opere d’arte del Trecento fiorentino, tra cui affreschi di Masaccio, Ghirlandaio e Filippino Lippi.

L’esperienza diretta davanti a quest’opera monumentale ti permetterà di apprezzare la maestria tecnica di Giotto e comprendere perché questo artista viene considerato il padre della pittura italiana moderna.


Un pensiero su “Giotto e il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze: Guida Completa

  1. buongiorno .Ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare le grande crocifissione di Cimabue E GIOTTO A Firenze e ad Arezzo :in particolare durante il restauro ad Arezzo ed e quello che preferisco sara per la posizione orizzontale e le spiegazioni della restauratrice ma dopo diverse visite ammira trice , anche dopo cola visione verticale mi e rimasta nel cuore e ‘ho preferito al Giotto . Giotto nonostante tutto mi riporta ogni anno a Padova per un sempre rinovato incontro ma penso sempre al Cimabue cosi innnovativo nella figura del Christo sofferente e i drappeggi trasparenti . Da rivedere ancora senza confronti. aspetto il Tuo Giotto prima del mio prossimo incontro col LUI . SPERO Christiane Begonnet Mail: cbegonnet@outlook.it Mobile: +393387679795

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