Storia della Scrittura – Parte 3

Le tavolette di argilla dell’antica Mesopotamia sono giunte a noi molto numerose perché abbastanza resistenti.

Pianta di papiro

Il papiro,  molto usato dagli Egizi, era preparato con sottili strisce del midollo fibroso di una canna che cresceva lungo il Nilo: due strati di strisce, sovrapposte ad angolo retto, erano compressi insieme per formare i fogli, che potevano poi essere incollati  in una lunga fila a formare un rotolo. Era però soggetto a danni e distruzione a causa dell’acqua o del fuoco, molto più dell’argilla.

Le tavolette cerate furono usate inizialmente in Grecia e successivamente nel mondo romano, per scrivere testi correnti. Le tavolette erano di legno con una faccia molto liscia e l’altra contornata da una cornice; lo spazio all’interno di questa era ricoperto di cera molto dura sulla quale si scriveva incidendo i segni con uno stilo di metallo appuntito a una estremità.  

Le pergamene: nel Medioevo i monaci copiavano a mano i libri, utilizzando una bella calligrafia e riproducendo alcune lettere in caratteri molto decorati, chiamati lettere miniate. Scrivevano con le penne d’ocae utilizzavano fogli (le pergamene) ricavati dalle pelli di animali.

La stampa a caratteri mobili fu introdotta in Europa dal tedesco Johannes Gutenberg  nel 1455.  La lega dei caratteri era formata da piombo, antimonio e stagno, che resisteva bene alla pressione esercitata da una macchina derivata dalla pressa a vite utilizzata per la produzione del vino. L’innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri. Questa tecnica si rivelò di gran lunga migliore rispetto ai procedimenti tradizionali e si diffuse in pochi decenni: solo 50 anni dopo erano stati stampati 30.000 titoli per una tiratura complessiva superiore ai 12 milioni di copie. I libri stampati con la nuova tecnica tra il 1453-55 e il 1500 vengono chiamati incunaboli. Con il procedimento di Gutenberg, i testi potevano essere pubblicati in modo più veloce, economico e in maggiore quantità, e questo diede un contributo decisivo all’alfabetizzazione di massa.

Stamperia