500!! Avanti tutta!

Questa mattina abbiamo raggiunto i cinquecento iscritti alle nostre attività online. Che dire? La maledetta pandemia ci aveva sorpreso alla fine di febbraio come una vera imboscata e senza neppure darci il tempo di capire cosa stesse succedendo ci ha costretto a chiuderci in casa. Un isolamento che fin da subito è apparso quasi irreversibile.

“Attività non indispensabile” questa era la definizione che, per oggettiva necessità sociale, ci siamo visti imporre. Ma quanto pesa il non detto che si celava dietro quel “non indispensabile”. È davvero possibile catalogare l’attività culturale come “non indispensabile” seppure per imprescindibili esigenze di pubblica tutela della salute di tutti?

A distanza di qualche mese da quei giorni di febbraio le attività culturali di scuole, biblioteche, teatri, concerti sono ridotte ai minimi termini, se non del tutto abbandonate e messe in ultima fila dalle pubbliche istituzioni e paiono drammaticamente in via di estinzione. La cultura è l’identità di un popolo, però, nella società attuale ed anche prima della pandemia, viene riconosciuta quasi con fatica e questo è il grande cruccio di chi cerca di fare cultura. Stefano Massini, uno dei più lucidi intellettuali di oggi (scrittore, autore teatrale e uomo di grande cultura) in una sua recente orazione sociale ha detto:

Mai come adesso l’arte, la cultura, la bellezza sono state minimizzate e retrocesse a categorie inutili. La cui ripresa lontana nel tempo non è fra le priorità.

È stato così che in quei giorni di fine febbraio ci siamo detti che non volevamo fermarci, consegnandoci ad un inevitabile oblio. Ci siamo imposti di trovare altre vie per poter continuare nella nostra attività, anche per il puro e semplice piacere di una parvenza di comunità. Ci siamo detti che il nostro fare socialità e cultura non poteva venir fermato da un virus, seppure micidiale. No, non potevamo sentirci e diventare “inutili”.

È stata una scommessa, ma adesso abbiamo la certezza di essere stati nel giusto, perché oggi cinquecento persone con la loro adesione ci hanno detto: “Ci siamo anche noi, non vogliamo arrenderci, vogliamo continuare a stare assieme anche se per ora solo davanti ad un video”.  

Oggi abbiamo sentito la grande comunanza intellettuale e d’intenti che è dietro la nostra associazione, è stato davvero commovente condividere questo messaggio e il calore umano che da esso si propaga. 

Oggi la scommessa fatta a fine febbraio è stata ripagata.

Grazie a tutti!

Grazie di aver raccolto con noi la sfida.