Il nostro viaggio verso la Fantasia ci presenta una tappa obbligata e forse un po’ troppo nozionistica, mi appello alla clemenza di chi sta leggendo ma non posso esimermi dall’approfondire l’origine etimologica di questa parola e di prenderne in considerazione altre che sono strettamente imparentate tra loro.

È buona norma, prima di iniziare a capire e studiare un argomento o anche solo discuterne, sapere di cosa si stia parlando. Nel nostro caso partiamo dal concetto più semplice e basilare: cosa significa la parola

Fantasia (parola)

Davanti ad una domanda così semplice (e spesso non banale) abbiamo due strade da poter percorrere: conoscerne il significato e ricercarne l’etimologia. Nel primo caso possiamo sapere quale sia il concetto generale che sta dietro ad una parola e con quali sfumature di significato venga usato in una determinata lingua. Nel secondo, invece, possiamo arrivare a capire come sia nata e intuire quale immagine o gioco di significati siano dietro alla sua formazione.

Andiamo per gradi e scopriamoli entrambi.

Significato

1.
a. Facoltà della mente umana di creare immagini, di rappresentarsi cose e fatti corrispondenti o no a una realtà;
b. L’attività del fantasticare;

2.

a. Con riferimento concreto alle cose volta per volta immaginate o create con la fantasia;

b. Falsa invenzione, bugia;

c. Fenomeno naturale straordinario;

3.

Bizzarria, capriccio, voglia

4.

Presso alcune popolazioni primitive dell’Africa settentrionale e dell’Etiopia, celebrazione di qualche fausto avvenimento della vita familiare o tribale, mediante danze e canti o parate a cavallo, durante le quali i cavalieri spingono il destriero a un furioso galoppo, urlando e sparando in aria con i loro fucili.

da Dizionario Treccani

Detto tra noi pochi intimi, solitamente questo tipo di lettura non è molto avvincente e a volte si corre anche il rischio che le idee già confuse di loro si confondano ancor di più.

Dedichiamoci ora all’

Etimologia

L’etimologia della parola fantasia si ricollega al latino phantasia, dal greco φαντασία (phantasia) = apparizione, manifestazione  che deriva, a sua volta, da ϕαίνω (phaino) = mostrare.

Pertanto, la parola fantasia indica la facoltà della mente di rappresentarsi, di mostrare, di far apparire a sé stessa, in piena libertà, immagini, scene, fatti, storie, a prescindere se siano reali o credibili. 

http://www.etimoitaliano.it

A mio avviso, decisamente più interessante e ricca di informazioni; non mi riferisco alla seconda parte della citazione dove si offre una sorta di quadro generale ma il mio interesse si focalizza sulle parole latine e greche da cui ha origine la nostra Fantasia.

Mostrare e manifestazione. Per assonanza di suoni e di sensi non possiamo scartare la povera e bistratta parola

Prima che si creino fraintendimenti (e lo ammetto, l’immagine aiuta a depistare ma mi è piaciuta troppo!) è bene far chiarezza sul significato reale di questa parola.

Non troviamo da nessuna parte una legge universale che imponga ad un mostro di essere brutto e di vivere la sua esistenza con l’unico intento di far spaventare gli altri. Quella del mostro nell’armadio o sotto al letto è solo una delle tante sfaccettature di questa parola, la cui origine va ricercata nel latino “monstrum“, che significa prodigio o portento. Non a caso possiamo riferirci ad una persona bellissima chiamandola “mostro di bellezza” o ad una persona assai intelligente diventa un “mostro d’intelligenza”.

Una piccola divagazione, interessante. Il mostro, dall’opera di Omero in poi, è visto anche come un segno inviato dagli dèi che permetteva ai comuni mortali di intuire il futuro e di seguire una determinata via (non a caso si dice “mostrare la via” o “mostrami quello che sarà il mio futuro”).

In termini molto più generali e semplificati possiamo dire che il mostro sia a tutti gli effetti un’apparizione che riesce a dare sembianze e consistenza a quelle paure o situazioni che sono troppo difficili da spiegare e da “mostrare” chiaramente (perché troppo belle o troppo brutte). Ecco perché ricorriamo alla creazione (fantastica) di un essere dalle caratteristiche inusuali ed estranee alla natura; è l’unico modo che abbiamo di descrivere ciò che sfugge alle possibilità descrittive e comunicative della nostra lingua.

La Fantasia non è da vedersi quindi solo come una semplice e banale azione del creare ciò che non esiste. Ha radici profonde nel nostro essere e molto spesso mette in luce necessità o sensazioni che sono troppo difficili da gestire e descrivere, a volte perché sfugge alla nostra logica e alla nostra capacità di analisi. Tutto ciò che viene creato dalla Fantasia potrebbe essere visto come una proiezione dei nostri pensieri più profondi e insondabili. Non sono un semplice sognare “altro” dal reale ma sono un mettere in mostra ciò che altrimenti non si riuscirebbe neanche a descrivere sommariamente.

Un’ultima suggestione, prima di salutarvi. Parlando di FANTASIA, MOSTRI, LOGICA e PENSIERO ho avuto un flash mentale. Ho visto questa immagine:

Le parole spagnole vogliono dire “Il sonno della ragione genera mostri”

Universalmente, e correttamente, si interpreta quest’opera spiegando che quando la nostra ragione si addormenta si perde il controllo e l’essere umano è capace di atti ignobili.

E se si iniziasse a pensare anche un po’ fuori dal seminato e dalle idee degli altri?

Quando la ragione si addormenta (e con essa il nostro senso del dovere e la considerazione dell’immagine di noi che abbiamo nella società) siamo in grado di creare manifestazioni così profonde e veritiere del nostro io più profondo, senza la copertura delle strutture culturali e sociali. Quando la nostra ragione si addormenta, si aprono i cancelli della prigione e la fantasia può uscire iniziando a creare manifestazioni e apparizioni, in una sola parola: “mostri”.