Goya: il sonno della ragione genera mostri

1797-1798 - Il Sonno Della Ragione Genera Mostri
Il Sonno Della Ragione Genera Mostri
(1797-1798)

È difficile credere che possa esserci qualcuno che non conosca anche solo il titolo di questa incisione e che non sia rimasto colpito dalla forza che trasmette.

Siamo di fronte ad una delle opere d’arte più famose di tutta quanta la storia dell’Umanità. Realizzata, insieme a molte altre, in un periodo che oscilla tra il 1796 e il 1798 è rimasta nascosta sino al 1799.

La paura che Francisco Goya provava nei confronti dell’Inquisizione spagnola era molto forte e ancor più temeva che l’istituzione ecclesiastica non trovasse di proprio gusto queste tavole e le ritirasse. Ovviamente non si trattava di semplice censura, quando si attirava l’attenzione dell’Inquisizione non si rischiava una semplice tirata d’orecchie ma si veniva sottoposti ad uno spiacevole processo portato avanti con metodi alquanto discutibili, che sconfinavano facilmente nella tortura.

Stiamo parlando di un insieme di ben 80 tavole, che toccano gli argomenti più disparati e che sono state realizzate con lo scopo di essere una forte critica nei confronti della società secolare e religiosa. I mezzi messi in atto sono la fantasia, che si è espressa senza alcun limite, l’ironia (che sappiamo non essere sempre accettata dal potere) e il grottesco. In queste opere sono state usate anche tutte le tecniche conosciute all’epoca per realizzare le incisioni. Per la prima volta nella storia dell’incisione le troviamo tutte riunite nello stesso gruppo di opere: bulino, punta secca, acquaforte e acquatinta.

Con la realizzazione di queste tavole, Goya inizia a intraprendere un nuovo percorso artistico. Inizialmente concilia il pensiero illuminista con la fantasia (senza imporre limiti di sorta), successivamente prenderà via via le distanze dall’Illuminismo (che si esprimeva attraverso lo stile Neoclassico) e si avvicinò sempre più al Romanticismo.

La biografia di Goya ha aspetti molto simili a quella di Beethoven. Tutti noi conosciamo la sordità che colpì entrambi gli artisti e che ebbe un effetto molto forte sulle loro percezioni e comportamenti. Un aspetto molto importante è legato alle loro visioni, infatti entrambi iniziano il proprio percorso artistico ancorati alle tradizioni artistiche di stampo più accademico e verranno ricordarti come coloro che hanno stravolto l’Arte, si pensi allo “scandalo” del coro nella Nona Sinfonia di Beethoven e la cinica realtà di Goya sprezzante delle critiche del potere.

1797-1798 - Il Sonno Della Ragione Genera Mostri
Il Sonno Della Ragione Genera Mostri
(1797-1798)

Quest’opera è un vero e proprio condensato di tematiche e simbologia, a tal punto da prestarsi a diverse interpretazioni, tutte possibilmente corrette dal momento che le tematiche trattate in quest’acquaforte sono molteplici.

La prima interpretazione è da ricercarsi nell’Illuminismo: il non seguire la ragione porta alla perdizione. Un altro aspetto estremamente interessa è quello del sonno; se lo intendiamo come incubo possiamo vedere come diventi il nutrimento della creatività. Una chiave di lettura potrebbe essere quella che ci porta a vedere nell’uomo addormentato lo stesso Goya, che sta nutrendo la sua creatività mentre è attorniato dai mostri dei suoi sogni. Goya sviluppa una forte sensibilità saturnina, specialmente verso la fine della sua vita. Secondo lui, avvallato da tutti coloro che sviluppano questo modo di pensare, il genio è abbandonato al lato oscuro dell’esistenza. Artisti come Blake e Füssli intuiranno l’esistenza dell’inconscio nelle loro opere, dando spazio ai loro incubi e deliri.

Sappiamo già che queste opere sono rimaste chiuse in un cassetto a causa del timore nei confronti dell’Inquisizione; questa istituzione è stata creata dalla Chiesa nel Medioevo con lo scopo di perseguire tramite un tribunale tutti i sostenitori di idee eretiche e potenzialmente dannose. Ovviamente, per essere sottoposti ad un processo non si doveva aver commesso chissà quale reato, bastava che ci fosse il minimo sospetto di colpevolezza o, cosa ancor più incredibile, il minimo sospetto.

1812-1814 - Il Tribunale Dell'Inquisizione
Il Tribunale Dell’Inquisizione (1812-1814)
Francisco Goya
Real Academia de Bellas Arte de San Fernando, Madrid

Le confessioni “spontanee” dei presunti colpevoli erano quasi tutte estorte con la tortura e il copione, poi, prevedeva la condanna al rogo.

Nel 1478 nasce quella che verrà tristemente conosciuta come l’Inquisizione spagnola, voluta da Ferdinando II d’Aragona e che dipenderà direttamente dalla Corona e non dal Papato. Dalla fine del Seicento, questa istituzione avrà due grandi obiettivi: la negazione della libertà di espressione e l’ostacolare le idee progressiste che iniziavano a prendere piede tra alcuni esponenti della società. Chi era condannato per blasfemia veniva mandato al confino, successivamente si procedeva alla diffamazione pubblica e lo si privava completamente dell’eredità. Ovviamente, in quest’epoca il grande nemico da contrastare con tutti i mezzi e forze era l’Illuminismo, che veniva censurato senza pietà.

Di per sé, i processi erano delle vere e proprie mascherate grottesche a cui partecipavano i dignitari ecclesiastici e laici. Queste rappresentazioni avevano un vero e proprio protocollo da rispettare e i proprio costumi scenici, coloro che erano incriminati dovevano indossare il San Benito (la camicia degli eretici) e la Corosa (il cappello a punta) in segno di umiliazione e penitenza.

Goya non riesce a rimanere insensibile a queste sofferenze fisiche, psicologiche e culturali imposte e reagisce realizzando diversi dipinti che hanno come soggetto l’Inquisizione. Per non avere problemi legali si vede costretto anche a ritirare dal mercato i suoi capricci, che rappresentano un problema abbastanza serio, dal momento che sono dei chiari riferimenti all’Inquisizione.


Articolo tratto dalla serie pubblicata su Latelier 91 il 6 aprile 2020 (https://latelier91.wordpress.com/2020/04/06/goya-capitolo-6-il-sonno-della-ragione/)

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