Luce e Ombra

Luce e oscurità non come opposti, ma come volti complementari dell’esistenza: un itinerario tra versi, canzoni e visioni poetiche alla ricerca di quella fragile luce che, anche nel buio, continua a brillare.


Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.

Lev Tolstoi
Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l'obscurité tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans mes bras

Jacques Prevert

Tre fiammiferi un dopo l'altro accesi nella notta
Il primo per vedere intero il tuo viso
Il secondo per vedere gli occhi tuoi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E l'oscurità completa per ricordarmi queste immagini
Mentre ti stringo a me tra le mie braccia

Traduzione di Gian Domenico Giagni

Poesia straordinaria che celebra la potenza e la bellezza dell’intimità con immagini delicate e intense: il poeta dipinge un quadro emotivo e profondo di un momento di connessione umana in un’oscurità impalpabile, evoca con l’uso di tre fiammiferi un’atmosfera di intimità e rivelazione graduale.

La progressione da uno sguardo generale al viso dell’altro fino agli occhi e infine alla bocca, trasmette una crescita di emozioni e di scoperte che si svelano lentamente.

L’oscurità circostante diventa il palcoscenico su cui si svolge questa breve ma intensa storia d’amore, mentre il ricordo diventa sempre più potente nell’oscurità che riporta alla mente i dettagli.

La poesia celebra la semplicità dell’esperienza umana, rivelando quanto la bellezza e la profondità delle relazioni possano emergere anche in condizioni di oscurità apparente, l’uso sapiente delle parole cattura l’essenza dell’intimità, dell’amore e della capacità umana di ricordare e di preservare i momenti più speciali: una luce brilla nel bui.

E infine, l’abbraccio vera cornice di questa magica esplosione di emozioni, un abbraccio che chiude e distanzia tutto il male, le ipocrisie e le meschinità del mondo.

The Sound of Silence, canzone come poesia per le sue immagini senza tempo e per la sua capacità evocativa.

Hallo darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Ciao oscurità, mia vecchia amica
sono venuto per parlare ancora con te
perchè una visione dolcemente

In un gioco di luci e ombre si snoda il racconto con una voce fuori campo, quasi biblica, che detta e profetizza il destino di una umanità incapace di comunicare.

Come le poesie degli antichi, la canzone si apre con una sorta di invocazione alla Musa che prende le sembianze della notte, dell’oscurità che giunge e ispira il poeta con immagini e visioni che si imprimono nella mente.

Comincia così il sogno, un viaggio onirico in cui l’io vaga lungo strade strette e acciottolate, dove la luce è tenue, l’aria è fredda e umida, ma, a squarciare l’oscurità è un lampo improvviso, che rompe il “suono” del silenzio.

È, però, sotto il segno di una luce fredda e bianca che all’io si spalanca una visione biblica: migliaia di persone che parlano senza comunicare, che sentono senza ascoltare, che scrivono canzoni che non verranno mai cantate.

Una Babele dove regna incontrastata l’incomunicabilità, dove il chiacchiericcio si trasforma in vuoto esistenziale.

E una voce fuori campo di un Profeta: “Il silenzio cresce come un cancro”; parole forti e emblematiche destinate, però, a cadere inascoltate come gocce di pioggia silente.

L’oscurità lascia il posto alla luce ma è una luce al neon, fredda, asettica che non dà plasticità al reale, che non esalta i volumi, le forme ma li appiattisce.

Luce degradata a insegna luminosa come in metropolitana o nei corridoi delle case popolari, il segno luminoso si appiattisce riducendosi a un sussurro ma non si spegne e continua a riecheggiare in The Sound of Silence.

Nella raccolta Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti, si assiste a una costante lotta tra luce e buio, tra chiassoso clamore e silenzio tombale e non c’è o almeno non c’è sempre una sistematica equivalenza tra luce e bene, tra oscurità e male: in mezzo stanno infinite e cangianti sfumature nelle quali trovano collocazione tutte le loro gradazioni dei sentimenti.

D'improvviso è alto sulle macerie il limpido stupore dell'immensità
E l'uomo curvato sull'acqua sorpreso dal sole si rinviene un'ombra cullata e piano franta

Vanità (1917)

Balaustrata di Brezza per appoggiare stasera
la mia malinconia

Stasera (1916)

Ma quando scende la sera, come un mostro dilaga la notte: quel buio non offre alcuna garanzia e una nube che spostandosi d’improvviso libera il chiarore della luna.

E Giacomo Leopardi

Dolce e chiara è la notte senza vento.
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
posa la luna, e di lontan rivela
serena ogni montagna...
rara traluce la notturna lampa

L’incipit è lo sfondo per la confessione sentimentale del poeta, attraverso un’antitesi tra la quiete del mondo notturno e il tormento “senza speme”.

C’è sempre uno spiraglio di luce anche per chi ama il buio, in fondo luce e buio sono due identità, due volti di una stessa realtà: sono complementari.

E Dino Campana ne I canti orfici si perde nell’oscurità tra sonno e veglia

io poeta notturno
vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo....

La chimera (1914)

Le stelle sono bottoni di madreperla
e la sera si veste di velluto:
e tremola la sera fatua: è fatua la sera
e tremola ma c'è...

L’invetriata (1914)

E Leonard Cohen in Anthem (Inno)

There is a crack in everything,
that's how the light gets in
C'è una crepa in ogni cosa,
ed è da lì che entra la luce.