Inferno: benvenuti!

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Auguste Rodin – Porta dell’Inferno (1880/1917)

Prima di tutto lasciate che vi dia il mio più caloroso benvenuto!

Stiamo per varcare la soglia degli inferi e vedremo cosa si cela dietro di essa; secondo la dettagliata guida di viaggio redatta da Dante. Non so se la porta sarà così bella come quella realizzata da Rodin ma c’è proprio da sperarlo!

L’idea dell’Inferno non è una prerogativa del mondo cristiano dal medioevo ai giorni nostri, ovviamente. Da sempre l’essere umano ha avuto la necessità di individuare degli spazi di residenza eterna per le anime, che in modo molto opportuno vengono divise tra buone e cattive per evitare disordini sociali ultraterreni.

Per ora il nostro viaggio in compagnia di Dante e Virgilio farà tappa all’Inferno, il luogo più “divertente” di tutta quanta la Commedia. Un inciso, spero di non creare confusione mentre leggete ma non mi riesce di chiamarla “Divina Commedia”; preferisco riferirmi a quest’opera con il suo titolo Commedia. Il titolo con la quale conosciamo oggi quest’opera è di Giovanni Boccaccio (non di Dante!) che nel suo commento elevò la commedia (il genere più basso della letteratura di allora) ad un livello “divino” per due ragioni: i temi trattati (aldilà) e la lingua usata!

Ovviamente, l’inferno è legato da sempre con il sottosuolo. Il mondo “sotterraneo” è legato al nome stesso, infatti in latino infernu(m)inferus indica tutto ciò che è sotto la terra.

La prima immagine del mondo degli inferi ci arriva dalle antiche culture mediorientali. Su sette (numero molto interessante) tavolette è stata trovata una leggenda che racconta come all’inizio della Storia esistesse la dea Tiamtu (anche riportata come Tiamat – nome che significa “profondità, abisso”) che aveva le sembianze di un enorme serpente mostruoso, molto forte e ovviamente maligno. Con il suo enorme corpo spazza il mare e si mostra solo di notte. Tiamtu ha molti figli e sono tutte creature mostruoso.

Molto interessante è l’idea dell’aldilà degli Egizi. Un mondo complicato e molto popolato, come sappiamo. Uno dei primi casi in cui si deve sottostare a delle prove e ad un giudizio per ottenere il lasciapassare alla zona che ci spetta per l’eternità: o insieme ai buoni o insieme ai cattivi.

Anche l’aldilà degli Etruschi non era per niente noioso. Dopo il colpo di martello del dio Charun, che separava in questo modo l’anima dal corpo, si era giudicati per vedere se si poteva godere della gioia celeste o del tormento universale.

Nel suo Inferno, Dante ci presenta perfettamente la concezione medioevale della Chiesa e dei fedeli riguardo questo luogo di perdizione. Dante ha avuto questa opportunità rara di poter visitare l’Aldilà ed è così gentile da offrirci la sua testimonianza in modo che anche noi possiamo conoscere cosa ci attende se ci comportiamo male e rimetterci sul giusto cammino.

Ci tengo a sottolineare che sia un’opportunità rara quella offerta a Dante e non unica. Infatti, non è stato l’unico a poter visitare questi luoghi. Tra i vari viaggiatori dell’Aldilà possiamo ricordare: Ulisse, Enea, Scipione, Orfeo, Tundalo, San Brandano, Maometto e Er.

Questo luogo, per i cristiani, si è creato durante la caduta dell’Angelo ribello: Lucifero. Scaraventato giù dal cielo durante la ribellione e la conseguente litigata celeste, cadde di faccia verso la nostra Terra, che pur di non toccare l’Angelo cattivo si ritirò, spostandosi finché Lucifero rimase conficcato nella parte più stretta di questo imbuto che si venne a creare. Siccome, scientificamente, nulla si crea e nulla si distrugge nella nostra dimensione, la terra che si spostò creò una montagna dalla parte opposta del globo, meglio conosciuta come Purgatorio.

Bene, non ci resta che varcare questa soglia…

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Sandro Botticelli – “Inferno” dai disegni per la Commedia (1480-1495)

Pubblicato su Latelier 91 il 30 marzo 2020 (https://latelier91.wordpress.com/2020/03/30/inferno-benvenuti/)

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